Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

95. CRUDO E COTTO NEL CRUDISMO TENDENZIALE

DA UNA LETTERA

[…] Sicuramente sono convintissimo del fatto che è necessario evitare qualsiasi cibo di origine animale (carne, pesce, latte, uova). Ho invece qualche dubbio< sul resto, e in particolare sui cibi cotti.
Da tempo uso pasta di origine kamut integrale. E’ sconsigliato anche mangiare la pasta poichè è un prodotto da cottura? Mangiare cereali integrali si intende solamente crudi? E’ sconsigliato mangiare i legumi cotti (fagioli, ceci, lenticchie)? Il minestrone, essendo da bollitura, è sconsigliato? Nel caso, queste sarebbero le piccole trasgressioni cui mi riferivo. Un’ultima cosa che mi ero scordato di chiederti. E’ sconsigliato mangiare polline? Un cordialissimo saluto e buon soggiorno estero.

Roberto

95vvRISPOSTA

PARLIAMO DI CRUDISMO TENDENZIALE

Ciao Roberto, quando parlo di crudismo tendenziale mi riferisco esattamente alle problematiche che sollevi in questa tua mail. Nella vita quotidiana occorre anche una dose di senso pratico.

C’è anche un discorso importante da farsi, ed è che i cibi naturali adalto contenuto di amido si difendono assai bene dalla cottura, a condizione che essa non sia esagerata e prolungata oltre i limiti del necessario. Ricordo che la cottura su carboidrati naturali, oltre i 110 gradi centigradi, produce l’acerilamide, sostanza ultravelenosa. Ognuno ha in mano le sue sorti. Ognuno ha a disposizione un acceleratore verso il crudismo.

Un buon crudista arrivera’ intorno al 75% di cibi crudi. Se poi quanto si cuoce sta entro i limiti della cottura intelligente e conservativa, anche un 50-60% di crudo va considerato favorevolmente. Ovvio che, nel caso di problemi specifici da risolvere, serve a volta più rigore.

I CIBI AMIDACEI NATURALI RESISTONO AL CALORE

In patica, patate, patate dolci, tapioca, pannocchie di mais, arachidi nella buccia, radici, cavolini, cavolfiori, zucche, zucchine, peperoni, melanzane, offrono discreta resistenza al calore, in quanto dotate di amido naturale, sostanza termo-resistente. Le patate addirittura migliorano in resa e in ricchezza elettromagnetica se cotte leggermente e con la buccia, rispetto alle patate crude. Il discorso vale pure per i cereali e i legumi che, lasciati intenerire nell’acqua per alcune ore, diventano poi facili e veloci da cuocere.

PASTA E PIZZA APPROVATE ENTRO CERTI LIMITI

La pasta integrale e quella kamut sono ammesse al pari delle pizze vegane, a patto di non esagerare con le quantità e di essere sempre precedute da abbondante piatto di insalata verde, utile a togliere l’esorbitante appetito che porta a riempirsi di un prodotto ai limiti, ovvero privo di food-enzyme come la pasta.
Il minestrone si può fare anche cuocendolo 16 minuti, senza superare la temperatura di bollitura.
I prodotti tipo miele, pollini, pappa reale, possono essere validi in fase di ripresa da convalescenza, ma non sono validi come alimenti stabili per l’uomo, in quanto, a differenza della frutta, producono picchi di stimolazione e di dipendenza.

Valdo Vaccaro

7/01/13

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