Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

22. NEONATI, COLICHE GASSOSE E ALLATTAMENTO

Carissimo Valdo, ti scrivo per chiedere un tuo gentile parere in merito alla dieta del neonato. La mia bimba è nata il 6 settembre e si chiama Sofia. Ho letto il tuo libro e sto cercando di mettere in pratica il più possibile i principi del crudismo. Sto cercando di convincere anche mia moglie, la quale mangia molta verdura e molta frutta, ma a volte, una o due volte la settimana, consuma pure carne.

Non beviamo latte, ma i latticini li assumiamo, preferendo i formaggi di capra.
22aDurante la gravidanza di mia moglie abbiamo incrementato frutta e verdure crude, riducendo il resto al lumicino, e tutto è andato alla perfezione.
Ora abbiamo portato a casa il nostro tesoro e, fortunatamente, mia moglie allatta al seno.
Abbiamo cominciato subito con le doppie pesate per vedere la quantità di latte che la piccola mangiava ad ogni poppata, e ora invece la pesiamo una volta al giorno.

LA BIMBA STA CRESCENDO MA SOFFRE PER LE COLICHE

Alla dimissione la bimba pesava 3860 grammi e oggi, dopo 17 giorni, pesa 4270, per cui sta rispettando la crescita che i pediatri indicano come normale, ovvero 150/200 grammi a settimana.
Da qualche giorno sono cominciate le famose coliche gassose, così definite dalla pediatria.
Essendo alla nostra prima esperienza, ci troviamo molto a disagio durante questi attacchi dolorosi, che si ripetono e si intensificano. Abbiamo provato di tutto, massaggi, gocce omeopatiche, e la pediatra ci ha consigliato delle gocce di coligermina, che però io preferirei non dare alla bimba.
Qual è il tuo parere in proposito?

SE MIA MOGLIE FINISSE IL LATTE?

Inoltre, se mia moglie finisse il latte, cosa potremmo dare alla piccola?
Sono assolutamente contrario al latte vaccino. Il latte vegetale potrebbe andar bene?
Esistono degli alimenti che mia moglie non deve assumere perché possono influire sulla qualità del suo latte e causare queste coliche, a parte carne-pesce-uova-formaggi? Ti tingrazio.
Luca

RISPOSTA

Ciao Luca, le problematiche, i dubbi, le incertezze che avete, nascono tutte, dalla prima all’ultima, dalla frequentazione con la pediatria, e le informazioni che da essa scaturiscono. Pediatria significa medicina in tutto e per tutto, e persino qualcosa di più. Quando la sanità mondiale imparerà a odorare meno di stallatico e di macello, a stare lontano dalle proteine animali, dai farmaci, dai vaccini e dagli integratori, quello sarà un grande giorno per l’umanità intera, e per i bambini in particolare.

PIU’ CRUDO E PIU’ FRUTTA

La mamma mangi semplicemente più crudo e più frutta, includendo avocado, germogli, pop-corn, creme di avena con aggiunta di semini pestellati.
Mandorle, pinoli, noci fresche, mandorle, semi di girasole, semi di zucca, non dovranno mancare.
Ovvio che carne e latticini sono cose da evitare.
Gravidanza e lattazione non sono malattie o stati patologici particolari, e non richiedono diete speciali.

LA MAMMA E’ UNA PERSONA SANA E NORMALE

La mamma deve solo rispettare le regole elementari e semplici dell’igienismo. E’ di fondamentale importanza sottolineare l’importanza della frutta fresca e dei vegetali crudi per la salute della mamma, per il suo latte e per la salute della bimba.
I cereali integrali possono essere inclusi, a patto di essere controbilanciati da grosse quantità di cibo verde e colorato.

VITAMINE E SALI MINERALI

Occorre ribadire un fatto fondamentale. 22bGli elementi nutritivi che corrono il rischio di mancare nella dieta di ogni mamma sono essenzialmente due, e si chiamano non proteine, amidi o altro, ma vitamine naturali e sali minerali organicati. Evitare dunque il più possibile cibi cotti e cibi conservati.
Per il resto, serve aria pura, acqua pura, tutto il sole possibile, respirazione approfondita, ambiente circostante piacevole e rilassante, movimento e riposo.

OLTRE AL LATTE DELLA MAMMA, I SUCCHI D’UVA O ARANCIA

Per la bambina, vi cito le parole del dr John Tilden (1851-1940), grande medico dell’igienismo americano. “I bambini, dalla nascita ai due anni, devono essere alimentati esclusivamente col latte della mamma alternato a succhi di frutta fresca, principalmente succo d’uva e succo d’arancia freschi e non mescolati, da prendersi 3-4 ore a distanza dall’ultima poppata”.
Lo zucchero della frutta, il levulosio, è predigerito e pronto per immediato assorbimento e uso nel corpo. Fare attenzione a non scaldare questi succhi, a non conservarli, a non diluirli con l’acqua, a non zuccherarli.

I FRUTTI VENGONO IN SOCCORSO

Il succo di uva offre il miglior tipo di zucchero per i neonati. Il succo d’arancia dolce è poi una delle bevande più deliziose che possa essere offerta a un bambino.
Tutti i frutti dolci e acquosi sono comunque validi come integrazione ed alternativa.
Esistono poi latti proteici ricavabili artigianalmente dalle mandorle, che servono pure come validi sostituti del latte materno.

Le arance sono ricche di calcio e di sali alcalini, utilissimi per combattere ogni forma di acidosi. Esistono al mondo dei medici ignoranti che sconsigliano le arance accusandole di acidificare il sangue.
Trattasi di gente che dovrebbe essere interdetta per legge da ogni pratica medica.
Lo scrive Shelton, nel suo “The science and fine art of food and nutrition”, e condivido in pieno la sua opinione.

[…]
Fai bene infine a non dare gocce omeopatiche o altre cose del genere alla tua piccola Sofia.
Sospendi semmai per un giorno le poppate e sostituiscile con dell’acqua leggera, seguita da succo d’arancia.
Il quantitativo di succo d’arancia non va limitato a qualche cucchiaio, ma si può puntare a 2-3 bicchieri.
Quando mancano l’arancia e l’uva, si può ricorrere anche a succo di datteri, fichi e susine, ovvero di frutti secchi messi nell’acqua leggera e poi spremuti (a patto che non siano stati trattati con anidride solforosa).

Valdo Vaccaro
Direzione Tecnica AVA-Roma e BIN-Bergamo

16/03/11

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