Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

51. DISBIOSI INTESTINALE

L’effetto più grave di una alimentazione iperproteica (o alto-proteica nel linguaggio di Pitagora), basata cioè non sulle innocenti proteine vegetali, ma su quelle farabutte di origine animale, è la disbiosi intestinale.

Disbiosi significa sovvertimento della flora batterica umana, che è una flora di tipo sapròfita (vegetal-derivata) e non di tipo putrefattivo (animal-derivata).

La flora batterica sapròfita è responsabile dei fondamentali processi di assimilazione delle sostanze nutritive (vitamine naturali) contenute nei cibi vegetali (frutta, ortaggi, tuberi, cereali, semi e legumi).

L’intestino umano ha un volume di circa 6 litri e una enorme superficie di 400-600 metri quadri (2 campi da tennis), con 150 stazioni linfonodali tra la gola e l’ano, importantissimi presidi di linfociti o globuli bianchi che mantengono le difese immunitarie a ridosso di quella che può essere considerata l’area più delicata, critica e pericolosa del corpo, chiamata anche lume intestinale.
Ed è proprio su questa enorme superficie, che include 4,5 milioni di villi a forma di libricino multi-pagine, che si gioca la partita vitale. È proprio qui che si fa la differenza tra stato di salute e stato di malattia.

GIUSEPPE NACCI, MEDICO TRASPARENTE, RADIATO

La massa fecale in un soggetto vegetariano è costituita per il 20-40% da germi buoni, da enterobatteri simbiotici o sapròfiti appartenenti a 500 specie diverse (Bifidobacterium, Citrobacter, Edwardsiella, Eschericia-coli, Enterobacter, Klebsiella, Pseudomonas, ecc). Trattasi come dicevamo di germi aerobi, bisognosi di ossigeno per vivere.

Essi sono gli artefici della simbiosi tra corpo umano e germi stessi. Quella simbiosi che consente all’uomo un buon equilibrio assimilativo delle vitamine. Quella simbiosi che assicura nel contempo ai batteri un habitat ideale, ossigenato per la proliferazione dei medesimi, come dice il dr Giuseppe Nacci nel suo ottimo testo Diventa medico di te stesso, Editoriale Programma.

Questi batteri buoni non sono danneggiati dall’alimentazione vegana, pur essendo frutta-verdure-spezie ricchissime di sostanze germicide, fungicide e parassiticide (come gli allicini contenuti nell’aglio comune, nell’aglio ursino, nei porri e nelle cipolle).

GERMI ANAEROBI E DIETA

La massa fecale, nella parte iniziale alta dell’intestino, contiene circa 1 milione di germi per 1 grammo di escrementi. Via via che essa scende nel tubo intestinale, aumenta la sua percentuale di germi simbiotici o sapròfiti, raggiungendo il valore di 10 milioni di germi “buoni” per 1 grammo di feci.

Ma, nella parte finale dell’intestino, nel colon, cominciano a formarsi colonie di germi completamente diversi da quelli “buoni”. Sono i germi anaerobi della putrefazione, quelli capaci di sopravvivere anche in assenza di ossigeno (Bacteroides, Peptostreptococchi, ecc).
La quantità di questi germi “cattivi” aumenta a dismisura, raggiungendo valori compresi tra 1 e 100 miliardi per 1 grammo di massa fecale.

Questi germi “cattivi” dovrebbero essere confinati solo all’ultima parte dell’intestino ma, l’alimentazione sbagliata, ricca di proteine animali e di zucchero sintetico, tende a far sì che essi risalgano le zone proibite.
Tipico il caso dell’helicobacter pilori, che è suo malgrado onnipresente nelle ulcere gastriche allo stomaco.

Ovvio poi che i termini “buono” e “cattivo” vadano presi con le pinzette. In realtà, più che parlare di germi buoni e cattivi è opportuno parlare di buona alimentazione e di cattiva alimentazione, dove la buona genera batteri confacenti e la cattiva produce germi scomodi.
Non servono dunque politiche vaccinatorie e antibiotiche, ma soltanto scelte alimentari congrue.

L’imputato numero uno di tutti i mali umani rimane la caseina del latte, con tutti i suoi derivati, in quanto provoca una enorme riduzione della quantità di ossigeno presente nel tratto intestinale, grazie alla sua capacità di incollare le pareti intestinali fra di loro, riducendo la superficie assimilativa tipo due campi da tennis a un piccolo sgabuzzino di pochi metri quadrati.

I germi anaerobi causano una marea di problemi. Tolgono in particolare spazio ai sapròfiti e aprono la strada ai funghi, alle micotossine, alle candide e ai vermi intestinali.

28/11/11
51. DISBIOSI INTESTINALE

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