La Medicina Integrale

La medicina integrale nasce da un preciso atteggiamento di ogni essere umano nei confronti di se stesso, degli altri esseri viventi, dell’ambiente che lo circonda. Si esprime attraverso uno stato di coscienza che sappia cogliere l’unità di ogni fenomeno. Si realizza quando, medico e paziente, sanno cogliere insieme il processo unitario che li vede onde dello stesso oceano e divengono così in grado di osservare con occhi chiari; osservare cioè, se stessi, la relazione terapeutica, i “sintomi” espressi, in modo ampio e aperto, libero da schemi precostituiti o ipotesi diagnostiche.

Così facendo, il medico olistico, di fronte al suo paziente, saprà cogliere, piuttosto che l’aridità di un resoconto clinico da diagnosticare, la ricchezza di una vita e la bellezza di una storia personale. Il paziente saprà diventare medico di se stesso, entrando in contatto con i propri sintomi, che coglierà come messaggeri di abitudini cronicizzate, atteggiamenti corporei, comportamenti emotivi, processi mentali, ecc.

Entrambi deporranno le armi contro la malattia per percorrere insieme la via del cuore.

Pier Luigi Lattuada

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La medicina integrale, in realtà, non esiste. Esistono linee di pensiero che sull’onda del nuovo paradigma olistico diffusosi nella scienza nelle ultime decadi del secolo scorso, stanno gettando le basi di quella che da più parti, con Wilber, viene definita la visione integrale. Una visione che trascende e include le superate, ormai, categorie di medicina ufficiale o alternativa, scientifica o complementare, ecc. Una visione , come si sa antica come il mondo, che sta trovando però, dignità di scienza, cioè di conoscenza che fornisce garanzie di validità e che soprattutto non fa la guerra, non si contrappone, non combatte ma, appunto, trascende e include. Una visione però non è una prassi, cioè non ha strumenti suoi propri ma fornisce il substrato teorico a diverse metodologie che hanno in comune il fatto di nascere dall’esperienza interiore diretta. Per tali metodologie recentemente è stato coniato il termine di Tecnologie del Sacro. Nel nostro viaggio insieme avremo modo di condividere alcuni strumenti della Biotransenergetica, una di queste “tecnologie” di nuova concezione ma antica come il mondo, da noi fondata in questi ultimi venticinque anni e in circa venticinquemila ore di lavoro clinico presso l’Associazione Om di Milano.

Attraverso la visone integrale e gli strumenti dellabiotransenergetica (vedi note punto 1) potremo restituire agli dei che “sono diventati malattie”, come sostiene Jung (vedi note punto 2), il loro posto a palazzo, sostituendo il dittatore, Io-razionalità, con il democratico dialogo delle voci del Sé. Potremo sostituire al metodo medico classico di affrontare le patologie, cioè tramite una terapia tendente a liberare il paziente dai suoi disturbi – cioè sopprimere la voce delle divinità interiori, lo slancio delle forze creative dell’anima – un modo ulteriore (vedi note punto 3) che sappia riconoscere in ogni sintomo un’opportunità, una risorsa da amare e non da combattere, un alleato che indica la via verso se stessi, verso il proprio maestro interiore.

Una via però che non è affatto agevole e che richiede, prima di tutto, coraggio, responsabilità e fermezza. Il coraggio di cambiare, di lasciare gli alibi e i pretesti per restare come siamo, gli attaccamenti e i condizionamenti che mantengono la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo, le spiegazioni e le motivazioni che giustificano i nostri comportamenti e le nostre abitudini. La responsabilità, delle nostre azioni e soprattutto del nostro potere. Il potere di dire si e di dire no, il potere di scegliere, di usare la nostra forza in una direzione o nell’altra, di amare o di odiare, di vivere o morire, di essere sani o malati, tristi o felici.

La fermezza nell’intento che ci consenta di non “cadere in tentazione”, di riconoscere gli agguati che ci portano fuori strada, di scorgere la luce nell’ombra, di non perdere la fiducia anche nei momenti più difficili, consapevoli che ogni difficoltà è una porta verso noi stessi e che, quando ce ne andremo, porteremo con noi stessi solo l’amore che avremo lasciato nel mondo.

Note

* Punto 1 – Disciplina psico-spirituale di nuova concezione fondata da chi scrive e da Marlene Silveira: Lattuada P.L. (1998) Biotransenergetica, Xenia, Milano e Lattuada P.L. (2004) Oltre la mente, Franco Angeli, Milano.

* Punto 2 – Hillman J. (2003), Il linguaggio della vita, p. 117, Rizzoli, Milano.

* Punto 3 – Lattuada P.L. (1994), Il Modo Ulteriore, Meb, Padova.

Continua

24/10/08
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