Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

02.STRUMENTI

La medicina integrale, in realtà, non esiste. Esistono linee di pensiero che sull’onda del nuovo paradigma olistico diffusosi nella scienza nelle ultime decadi del secolo scorso, stanno gettando le basi di quella che da più parti, con Wilber, viene definita la visione integrale. Una visione che trascende e include le superate, ormai, categorie di medicina ufficiale o alternativa, scientifica o complementare, ecc. Una visione , come si sa antica come il mondo, che sta trovando però, dignità di scienza, cioè di conoscenza che fornisce garanzie di validità e che soprattutto non fa la guerra, non si contrappone, non combatte ma, appunto, trascende e include. Una visione però non è una prassi, cioè non ha strumenti suoi propri ma fornisce il substrato teorico a diverse metodologie che hanno in comune il fatto di nascere dall’esperienza interiore diretta. Per tali metodologie recentemente è stato coniato il termine di Tecnologie del Sacro. Nel nostro viaggio insieme avremo modo di condividere alcuni strumenti della Biotransenergetica, una di queste “tecnologie” di nuova concezione ma antica come il mondo, da noi fondata in questi ultimi venticinque anni e in circa venticinquemila ore di lavoro clinico presso l’Associazione Om di Milano.

Attraverso la visone integrale e gli strumenti dellabiotransenergetica (vedi note punto 1) potremo restituire agli dei che “sono diventati malattie”, come sostiene Jung (vedi note punto 2), il loro posto a palazzo, sostituendo il dittatore, Io-razionalità, con il democratico dialogo delle voci del Sé. Potremo sostituire al metodo medico classico di affrontare le patologie, cioè tramite una terapia tendente a liberare il paziente dai suoi disturbi – cioè sopprimere la voce delle divinità interiori, lo slancio delle forze creative dell’anima – un modo ulteriore (vedi note punto 3) che sappia riconoscere in ogni sintomo un’opportunità, una risorsa da amare e non da combattere, un alleato che indica la via verso se stessi, verso il proprio maestro interiore.

Una via però che non è affatto agevole e che richiede, prima di tutto, coraggio, responsabilità e fermezza. Il coraggio di cambiare, di lasciare gli alibi e i pretesti per restare come siamo, gli attaccamenti e i condizionamenti che mantengono la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo, le spiegazioni e le motivazioni che giustificano i nostri comportamenti e le nostre abitudini. La responsabilità, delle nostre azioni e soprattutto del nostro potere. Il potere di dire si e di dire no, il potere di scegliere, di usare la nostra forza in una direzione o nell’altra, di amare o di odiare, di vivere o morire, di essere sani o malati, tristi o felici.

La fermezza nell’intento che ci consenta di non “cadere in tentazione”, di riconoscere gli agguati che ci portano fuori strada, di scorgere la luce nell’ombra, di non perdere la fiducia anche nei momenti più difficili, consapevoli che ogni difficoltà è una porta verso noi stessi e che, quando ce ne andremo, porteremo con noi stessi solo l’amore che avremo lasciato nel mondo.

Note

* Punto 1 – Disciplina psico-spirituale di nuova concezione fondata da chi scrive e da Marlene Silveira: Lattuada P.L. (1998) Biotransenergetica, Xenia, Milano e Lattuada P.L. (2004) Oltre la mente, Franco Angeli, Milano.

* Punto 2 – Hillman J. (2003), Il linguaggio della vita, p. 117, Rizzoli, Milano.

* Punto 3 – Lattuada P.L. (1994), Il Modo Ulteriore, Meb, Padova.

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