La Medicina Integrale

La medicina integrale nasce da un preciso atteggiamento di ogni essere umano nei confronti di se stesso, degli altri esseri viventi, dell’ambiente che lo circonda. Si esprime attraverso uno stato di coscienza che sappia cogliere l’unità di ogni fenomeno. Si realizza quando, medico e paziente, sanno cogliere insieme il processo unitario che li vede onde dello stesso oceano e divengono così in grado di osservare con occhi chiari; osservare cioè, se stessi, la relazione terapeutica, i “sintomi” espressi, in modo ampio e aperto, libero da schemi precostituiti o ipotesi diagnostiche.

Così facendo, il medico olistico, di fronte al suo paziente, saprà cogliere, piuttosto che l’aridità di un resoconto clinico da diagnosticare, la ricchezza di una vita e la bellezza di una storia personale. Il paziente saprà diventare medico di se stesso, entrando in contatto con i propri sintomi, che coglierà come messaggeri di abitudini cronicizzate, atteggiamenti corporei, comportamenti emotivi, processi mentali, ecc.

Entrambi deporranno le armi contro la malattia per percorrere insieme la via del cuore.

Pier Luigi Lattuada

Foto_Lattuada

06.LO SLANCIO ORIGINARIO

L’essere umano, sia esso medico o paziente, imparerà così a fermarsi di fronte alla malattia, ascoltare, osservare, riflettere, accettare. Imparerà a recuperare i pezzi che ha perso per strada nella sua forsennata corsa verso il miraggio del progresso tecnologico e del benessere economico.

Fermandosi e osservando, partendo da dentro, potrà ritrovare lo slancio originario dello sciamano e con esso la capacità di essere medico di se stesso riconoscendo il potere delle forze della natura, l’anelito creativo della propria anima e la presenza compassionevole del mondo spirituale.

Lo sciamano, infatti, il medico-sacerdote, della cosidetta tradizione originaria che si snoda da molti millenni prima della storia raccontata, è, prima di tutto, un uomo o una donna in grado di prendersi cura di sé, di padroneggiare i propri stati di coscienza ed entrare in stati non ordinari grazie a i quali prende contatto col mondo degli spiriti.

Le cerimonie sciamaniche di guarigione insistono sul ripristino dell’armonia perduta col mondo della natura che comprende allo stesso modo: minerali, vegetali, animali, esseri umani, entità spirituali. Nei loro rituali di cura gli sciamani usavano tecniche terapeutiche che precedettero di millenni le nostre più “avanzate” terapie psicoterapiche quali: i gruppi d’incontro, lo psicodramma, l’analisi dei sogni, l’ipnosi, le visualizzazioni, la danzaterapia, la respirazione olotropica, la transterapia e la terapia psichedelica.

Il pensiero medico scientifico moderno inorridisce all’idea di connivenze con la cultura sciamanica, comunemente considerata ormai un retaggio preistorico e prescientifico, ma spesso dimentica che il buon senso e la fermezza nell’intento, il coraggio e la saggezza, la devozione e la fiducia, l’umiltà e la semplicità, l’umanità e la naturalezza non invecchiano mai. O forse dimentica che il padre della medicina occidentale, Ippocrate di Kos, vissuto intorno al 400 a.C. lasciò una voluminosa serie di scritti nota col termine di Corpus Ippocratico dal quale si evincono i temi principali della sua medicina. Essi erano:

•Salute come stato di equilibrio

•Importanza delle influenze ambientali

•Interdipendenza di anima e corpo

•Intrinseco potere guaritore della natura

In Le arie, le acque, i luoghi, uno dei libri più importanti del Corpus si sottolinea la stretta correlazione tra qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo, topografia del territorio, abitudini di vita e l’insorgenza delle malattie. Si considera la profonda conoscenza di questi effetti ambientali come la base fondamentale dell’arte medica. Proseguendo nello studio degli scritti Ippocratici si scopre che in secondo luogo dopo i fattori ambientali vengono le varie componenti della natura umana che lui chiama umori e passioni.

All’equilibrio di umori e passioni era data una grande rilevanza, indicando così l’enorme importanza attribuita da Ippocrate al rapporto di interconnessione tra corpo e mente. Per quanto riguarda il processo di guarigione gli scritti ippocratici riconoscono l’esistenza nell’organismo di forze sanatrici intrinseche: Il potere sanatore della natura. Il compito del medico si riduceva così a creare le condizioni favorevoli perchè queste forze naturali potessero agire.

Pratica 2

Spesso abbiamo delle idee su noi stessi che ci traggono in inganno. Tu credi di voler guarire e stare bene, prova a riflettere quanto tempo della tua vita hai dedicato a te stesso, all’esperienza interiore, ad apprendere strumenti e pratiche per “guarire”. Quali conosci, quanto tempo dedichi nella tua vita quotidiana alla pratica.

Ti propongo la pratica seguente:

Siediti comoda/o, respira senza interruzione e rievoca la storia della tua guarigione. Vai indietro nel tempo ed osserva, prendi atto del tempo che hai dedicato a te stessa/o, all’apprendimento e alla pratica di “tecnologie del sacro”.

Ora apri gli occhi e scrivi tutto ciò che hai visto e compreso.

Dividi poi un foglio bianco a metà con una riga, scrivi da una parte gli svantaggi e dall’altra i vantaggi che ti ha procurato il tuo atteggiamento e il tuo comportamento nei confronti della tua “guarigione”.

continua

 

7/11/08
SCIAMN07

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