La Medicina Integrale

La medicina integrale nasce da un preciso atteggiamento di ogni essere umano nei confronti di se stesso, degli altri esseri viventi, dell’ambiente che lo circonda. Si esprime attraverso uno stato di coscienza che sappia cogliere l’unità di ogni fenomeno. Si realizza quando, medico e paziente, sanno cogliere insieme il processo unitario che li vede onde dello stesso oceano e divengono così in grado di osservare con occhi chiari; osservare cioè, se stessi, la relazione terapeutica, i “sintomi” espressi, in modo ampio e aperto, libero da schemi precostituiti o ipotesi diagnostiche.

Così facendo, il medico olistico, di fronte al suo paziente, saprà cogliere, piuttosto che l’aridità di un resoconto clinico da diagnosticare, la ricchezza di una vita e la bellezza di una storia personale. Il paziente saprà diventare medico di se stesso, entrando in contatto con i propri sintomi, che coglierà come messaggeri di abitudini cronicizzate, atteggiamenti corporei, comportamenti emotivi, processi mentali, ecc.

Entrambi deporranno le armi contro la malattia per percorrere insieme la via del cuore.

Pier Luigi Lattuada

Foto_Lattuada

MEDICINA INTEGRALE: L’INTUIZIONE DEL VUOTO

La patologia è il luogo che trattiene la persona nell’anima; è il tormento, la torsione che non ci permette di fare gli ingenui, di continuare come se niente fosse; è qualcosa di spezzato, di storto, che ci obbliga a riflettere continuamente.

J.Hillman

La visione dualistica è la fondamentale patologia mentale di tutti i tempi la dispercezione basilare dalla quale ogni altra confusione, ansia o depressione dipende.

G. Kenneth Bradford

Cari,

ben trovati, voglio iniziare il nostro viaggio insieme con una poesia, il linguaggio dell’anima, dal momento che dice il saggio: “le uniche parole che vale la pena vengano dette sono quelle che suggeriscono il silenzio”.

Stinto il cielo dalla brama di Sé

stride umida soglia

l’infranta trama dello sguardo che non vede.

Chiesto il sole

All’intinto raggio che sorride dall’uno

Sveglio il mondo all’attimo eterno.

Ora continuiamo con alcuni pezzi presi qua e là da quanto ho scritto negli anni sulla visione integrale. Frammenti che ci forniranno da base sulla quale costruire il nostro dialogo che crei le condizioni per l’unica conoscenza possibile, quella che sgorga dal vuoto, quando ci concediamo la grazia di scomparire a noi stessi, oltre la soglia dell’importanza personale, delle credenze dell’io e, appunto, della brama di Sé.

continua

 

16/10/08
Utakleiv---Il-sole-delle-10

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