La Medicina Integrale

La medicina integrale nasce da un preciso atteggiamento di ogni essere umano nei confronti di se stesso, degli altri esseri viventi, dell’ambiente che lo circonda. Si esprime attraverso uno stato di coscienza che sappia cogliere l’unità di ogni fenomeno. Si realizza quando, medico e paziente, sanno cogliere insieme il processo unitario che li vede onde dello stesso oceano e divengono così in grado di osservare con occhi chiari; osservare cioè, se stessi, la relazione terapeutica, i “sintomi” espressi, in modo ampio e aperto, libero da schemi precostituiti o ipotesi diagnostiche.

Così facendo, il medico olistico, di fronte al suo paziente, saprà cogliere, piuttosto che l’aridità di un resoconto clinico da diagnosticare, la ricchezza di una vita e la bellezza di una storia personale. Il paziente saprà diventare medico di se stesso, entrando in contatto con i propri sintomi, che coglierà come messaggeri di abitudini cronicizzate, atteggiamenti corporei, comportamenti emotivi, processi mentali, ecc.

Entrambi deporranno le armi contro la malattia per percorrere insieme la via del cuore.

Pier Luigi Lattuada

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23. PRATICA 9: I QUATTRO RICONOSCIMENTI

Disteso supino, seduta/o con la colonna vertebrale dritta, o in posizione eretta con piedi ben piantati e le ginocchia piegate, chiudi gli occhi e dirigi la tua attenzione alla massa corporea, la materia di cui sei fatta/o, la terra che è in te. Ti rendi conto che pesa. Tutto ciò che è pesante in te, va giù, esattamente come la terra. Riconosci l’atteggiamento giusto per lasciare andare giù ciò che è pesante.

Dirigi poi la tua attenzione al respiro e a tutto ciò che è leggero, l’aria che è in te. Ti rendi conto che mentre ciò che è pesante pesa ciò che è leggero sale, esattamente come l’aria.

Dirigi poi la tua attenzione alle tue sensazioni interiori e a tutto ciò che si muove dentro te, l’acqua che è in te scorre. Ti rendi conto che mentre ciò che è pesante pesa, ciò che è leggero sale, ciò che è vivo si muove esattamente come l’acqua. Riconosci l’atteggiamento giusto per lasciare scorrere ciò che è fluido.

Dirigi poi l’attenzione all’osservatore che è in te, il fuoco dell’osservazione. Ti rendi conto dell’atteggiamento giusto per restare ed osservare il pesante pesare, il leggero salire, il fluido scorrere.

Forse a questo punto la tua mente si chiederà: ma non può essere tutto così semplice. Tu allora rispondile di avere fiducia in ciò che sta sperimentando ed invitala ad avere il coraggio della semplicità e ricordale: ciò che è naturale è semplice.

 

Continua

19/01/09
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