La comunicazione energetica

Esplorare l’uso consapevole dell’energia, attraverso la scoperta della nostra capacità di essere creatori e molto altro ancora…

Rossella Panigatti

 

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40.ANEMIA: UN SINTOMO CHE DENOTA CHE NON CI SENTIAMO ABBASTANZA AMATI

Cari ricercatori,

se non riapriamo il Chakra del Cuore non solo vivremo una vita affettiva infelice, ma il messaggio potrebbe diventare anche più imperativo e raggiungere il corpo, come nel caso dell’anemia.

Secondo la medicina allopatica, è una patologia del sangue; contrariamente alla credenza comune, l’anemia non si definisce a partire dal numero dei globuli rossi, ma dal contenuto di emoglobina del sangue. L’emoglobina è una proteina fondamentale, in grado di legare l’ossigeno e cederlo ai tessuti che, senza di esso, muoiono.

Dal punto di vista della comunicazione energetica, poiché è una patologia che tocca il sangue, mostra una tensione al Quarto Chakra.

Sappiamo che esso rappresenta la nostra percezione dell’amore, se ci sentiamo amati e se pensiamo di essere capaci di amare nel modo puro dell’amore senza condizioni.

Manifestare delle patologie che toccano gli organi, le funzioni ed i sistemi collegati al Quarto Chakra, come nel caso dell’anemia, indica una sofferenza nell’ambito delle percezioni dell’amore. L’anemia, dal punto di vista fisico è una riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue e, poiché la sua funzione è quella di legare e trasportare l’ossigeno (ricordiamo che l’elemento connesso a questo chakra è l’Aria = amore) ai tessuti, è evidente l’importanza che un suo deficit potrebbe rappresentare. Senza amore si muore.

Il messaggio energetico, dunque, è: la persona che manifesta l’anemia non si sente abbastanza amata e nutrita da questo sentimento essenziale, oppure ha paura di amare.

Riequilibrando il Cuore può vedere la propria intrinseca bellezza, che la rende degna d’amore, e rendersi conto del valore del sentimento che può donare agli altri.

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28/07/08
CuoreOkInverno

39.LA SINDROME DEL “IO NON MERITO AMORE”

Cari ricercatori,

vediamo quale disagio può generare una chiusura del Chakra del Cuore: la sindrome del “Io non merito amore” è molto comune.

E’ generata da una percezione di rifiuto. Il sentirci respinti, soprattutto se l’esperienza è vissuta come un tradimento, è una delle ragioni che generano i muri più alti.

Se decidiamo che siamo stati respinti, rivolgiamo questonon amore verso noi stessi: è possibile che su questo terreno si inneschi un vero e proprio meccanismo autodistruttivo.

La nostra relazione con gli altri diviene artificiosa, poiché dobbiamo controllare e rimuovere tutti i sentimenti connessi all’evento che ha generato il rifiuto. Ci impediamo di sentire il dolore e la rabbia. Soprattutto non accettiamo il fatto naturale di sentire l’amore, perché così facendo riapriremmo la porta a questi sentimenti repressi.

Di conseguenza, creiamo una distanza dagli altri per paura di essere di nuovo feriti, con il risultato di sentirci separati e disperatamente soli.

Un altro schema che genera questa sindrome è quando una persona cara muore, o si ammala o, semplicemente, si allontana da noi per circostanze indipendenti dalla sua volontà. In questo caso, avendo già una sensibilità a livello che Chakra del Cuore, è facile creare uno schema perverso del tipo:“Mi ha abbandonato/rifiutato quindi significa che sono colpevole e, pertanto, devo essere punito”. Ovviamente, la punizione è il non amore.

Non importa quanto cerchiamo di razionalizzare l’evento da adulti, fornendoci delle spiegazioni logiche e coerenti. Se non revochiamo quel fatidico ultimatum del se sono stato abbandonato, sono colpevole la nostra vita affettiva sarà un disastro.

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25/07/08
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38.CAUSE DI SQUILIBRIO DEL QUARTO CHAKRA

Cari ricercatori,

perché decidiamo di non essere amati?

Le cause che determinano una decisione di questo tipo spesso ha radici remote, nell’infanzia. Poiché i genitori rappresentano la nostra prima fonte di rapporti affettivi e, quindi, la nostra prima sorgente d’amore, è possibile che le nostre percezioni in merito a qualche loro comportamento ci inducano a credere di non meritare l’amore.

E’ bene ricordare che non è tanto importante l’entità dell’evento che abbiamo vissuto ma, piuttosto, la percezione che noi abbiamo scelto di avere. Nel caso in cui, per esempio, la nostra mamma si fosse dovuta allontanare per un lungo periodo per assistere un parente malato, avremmo potuto decidere che ci aveva abbandonato perché non ci amava abbastanza .

Oppure basta per esempio che nostro padre abbia un modo di dimostrarci l’amore che non corrisponde alle nostre necessità per decidere che non ci ama: per esempio che sia molto rigido e ipercritico, mentre noi abbiamo un carattere libero e creativo.

A volte, in seguito a eventi come un lutto, un abbandono o una malattia di uno dei nostri genitori, decidiamo che, se fossimo stati migliori, la persona che ci era cara non sarebbe morta, o non ci avrebbe abbandonato.

Analogo meccanismo può instaurarsi quando i genitori si separano: pensiamo di aver commesso un’ignota, gravissima colpa e quindi, è giusto che non ci amino.

Quindi, decidiamo di essere sbagliati e di non meritare amore; questa scelta remota può trascinarsi nella vita da adulti: manifesteremo le stigmate di questo giudizio fino a quando non riusciremo a riequilibrarci di nuovo a livello del cuore.

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22/07/08
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37.AVERE IL QUARTO CHAKRA IN EQUILIBRIO

Cari ricercatori,

quando il Chakra del Cuore è aperto e funziona correttamente, abbiamo relazioni appaganti con le persone care e, in genere, con tutti; amiamo gli altri e non abbiamo difficoltà a sentirci riconosciuti e accettati e ci è semplice amare anche noi stessi.

Questo sentimento trova in se stesso la sua giustificazione: non amiamo per ottenere qualcosa, amiamo e basta. Amiamo le persone che ci sono più vicine, ma anche quelle più lontane, così come tutti gli esseri umani e le creature della terra.

L’energia del Quarto Chakra ha una qualità peculiare: se siamo in questa vibrazione compiamo gesti d’amore senza alcun secondo fine, come atto del cuore appunto, per essere e non per avere.

Quando siamo nello spazio del cuore vediamo negli altri la loro interezza: ne percepiamo i difetti o gli aspetti non sviluppati, ma anche l’unicità, la bellezza interiore e la luce. E, soprattutto, li accettiamo per quello che sono e non desideriamo cambiarli!

Quando il nostro Quarto Chakra è in chiaro, abbiamo una gioiosa accettazione del nostro posto al mondo, possediamo una particolare qualità radiante che viene dall’armonia.

Ricordiamoci di dirigere l’energia d’accettazione incondizionata anche verso noi stessi; purtroppo gli schemi culturali non ci aiutano in questo senso: chi ama gli altri è una persona socialmente meritevole, buona, mentre chi ama se stesso è egoista! Energeticamente è ben diverso!

Pertanto, un Chakra del Cuore in equilibrio ci conferisce la capacità di amare gli altri come noi stessi… e noi stessi come gli altri!

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18/07/08
cuoreisola

36.DISAMORE: IL DISAGIO CHE DENOTA TENSIONE AL QUARTO CHAKRA

Cari ricercatori,

siamo arrivati a parlare d’amore. E’ qualcosa che tutti vogliamo e di cui abbiamo bisogno, ma solo pochi sentono di averne abbastanza. Alcuni ne hanno paura, perché averlo significa anche la possibilità di perderlo…

In effetti, dovrebbe essere così semplice amare e essere amati. E’ l’imperativo più elementare cui rispondere, tuttavia pochi accettano l’invito. Sembra tutto molto naturale ma, purtroppo, non è così.

Quando apriamo il cuore sperimentiamo la forza diun’energia pura, libera e potente, quella dell’amore incondizionato. A questo livello l’amore non dipende più dall’oggetto, ma è un atto spontaneo, un’espressione di quello che siamo; lo indirizziamo a tutto ciò che incontriamo, persone, animali, cose per il gusto semplice di essere in questa vibrazione.

Quando invece costruiamo dei muri a questo livello sostituiamo l’amore incondizionato con la paura e il controllo; il risultato è mettere in atto le sue sottili e perfide manifestazioni: la critica, il biasimo, il giudizio, la disapprovazione e le aspettative.

Proviamo uno di questi sentimenti e lo spacciamo per amore: è come dire “Se io fossi al posto tuo, farei così. Quindi, io ho ragione e tu sbagli.”. Che è ben diverso dal dire: “Ti amo comunque, anche se non sono d’accordo con quello che fai.”

Un altro modo comune di fraintendere l’amore è il senso di colpa, che altro non è che rabbia girata contro se stessi.

Il disagio di non sentirsi amati spesso si trasforma nella convinzione di non sapere amare. E’ come se dicessimo: “Non valgo nulla perché nessuno mi ama e, quindi, anche il mio amore non vale.”

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14/07/08
anahataok

35.BLEFARITE: UN SINTOMO CHE DENOTA CHE NON CI SIAMO PERMESSI DI ESSERE PIENAMENTE NOI STESSI E ABBIAMO CONTROLLATO TROPPO

Cari ricercatori,

oggi ci occuperemo di una patologia molto comune: la blefarite che, per la medicina, è una infiammazione dei margini palpebrali, con arrossamento, gonfiore e che, a volte, si manifesta con formazione di croste e ulcere.

Dal punto di vista energetico, poiché riguarda gli occhi e è una patologia infiammatoria, mostra senza dubbio una tensione alTerzo Chakra, il cui elemento è il Fuoco. Abbiamo visto che questo centro energetico rappresenta la libertà di essere noi stessi, l’agio con cui siamo capaci di essere quello che siamo.

E’ anche il nostro potere personale, cioè la capacità di essere pienamente noi stessi, senza cercare di dominare gli altri, ma anche senza farci prevaricare.

Questo centro energetico è definito anche Chakra del Plesso Solare: dobbiamo quindi permetterci di essere il sole, senza nasconderci dietro le nubi per risultare più “graditi” a chi ci circonda.

Lo stato di questo chakra ci mostra il modo in cui vediamo il mondo, in quanto collegato alla vista (sia in senso fisico, sia come metafora interiore).

Il messaggio in termini di comunicazione energetica che la blefarite ci vuole trasmettere è abbastanza immediato: al momento in cui insorge, avevamo qualcosa nella nostra vita che ci “bruciava” vedere. Forse alcuni aspetti della nostra esistenza non erano in chiaro, oppure non ci eravamo permessi di essere pienamente noi stessi. Quando si formano ulcere nei margini palpebrali, le informazioni che ci pervengono ci dicono che, continuando a agire nel modo teso che ha determinato la blefarite, il muro energetico diventa più consistente e più arduo da smantellare.

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11/07/08
occhiOK

34.LA SINDROME DEL PERFEZIONISTA

Cari ricercatori,

i modelli che ci vengono quotidianamente proposti nel nostro mondo sono difficilmente conciliabili con la più lieve debolezza o insicurezza: così ci sentiamo sempre più inadeguati e cominciamo a controllare.

E’ il caso della sindrome del perfezionista. Il concetto di perfezione in sé ha un connotato di unicità e di eccellenza che, insieme a quello di modello, denota un obiettivo di per sé irraggiungibile. L’essere perfettonon esiste, eppure noi siamo sempre in tensione per raggiungere quello che, di fatto e per definizione, non potremo raggiungere mai.

Nel caso di questa sindrome, dunque, l’oggetto del nostro controllo estremo e inflessibile siamo noi.

Decidiamo di essere insufficienti per meritare l’amore e, quindi, cerchiamo di essere perfetti per conquistarlo. Siamo giudici inflessibili: facili dispensatori di giudizi, dimostriamo di avere altissime aspettative sugli altri, ma siamo smisuratamente ipercritici con noi stessi.

Tutto questo ci genera un senso di disamore e di frustrazione verso noi stessi; quindi, non solo ci sentiamo rifiutati perché non siamo coerenti al modello ideale, ma ci disprezziamo per non essere capaci di elevarci a quegli standard.

Oltre a non amare noi stessi, le nostre relazioni sono meschine e deludenti , in quanto nate dalla finzione necessaria a reggere il personaggio : infatti non ci possiamo permettere una vera intimità perché, in questo caso, chi ci sta accanto scoprirebbe l’inganno.

La risoluzione di questo blocco sta nell’imparare ad arrenderci autenticamente, abbandonando il controllo e cedendo. Solo ammettendo di essere anche deboli e fallibili, cominceremo a vedere tutti i talenti che possediamo e, quindi, ci vedremo meritevoli anche di amore.

9/07/08
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33.CAUSE DI SQUILIBRIO DEL TERZO CHAKRA

Cari ricercatori,

abbiamo visto che il Chakra del Plesso Solare rappresenta il livello della personalità, che altro non è che una parte di quello che siamo.

Nel mondo occidentale, tuttavia, questo aspetto è molto enfatizzato, così come il potere della mente. Infatti, ci hanno insegnato che controllare è bene, ma rischiamo di non ci renderci conto quando questo aspetto diventa troppo invasivo, prepotente e tirannico nella nostra vita.

In quel caso smettiamo di ascoltare più la nostra verità per dar retta solo alla nostra mente.

Perdiamo così la libertà di essere quello che siamo, perdiamo la nostra essenza.

Una tensione al Terzo Chakra può essere motivata da infinite ragioni: una, la più comune, è la paura, pura e semplice. Paura di non farcela, di non essere abbastanza bravi, capaci, intelligenti… Allora cerchiamo di rassicurarci, controllando.

A volte la paura assume dei connotati più precisi: se, per esempio, siamo veramente noi stessi, non saremo amati. In questo caso fingiamo, disperatamente, di essere comepensiamo che gli altri ci vogliano. Anche questa è una fatica inutile, in quanto qualcuno ci amerà e qualcun altro non lo farà comunque, e noi avremo perso un’enorme quantità di energia a fingere di essere diversi. E, peggio di tutto, coloro che ci amano, hanno amato l’immagine finta che abbiamo propinato loro, e non quello che realmente siamo.

Infine, un’altra idea molto frequente è abbiamo paura di perderci se amiamo veramente: potremo smarrire la nostra identità, la nostra libertà e, quindi, il nostro potere.

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7/07/08
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32.AVERE IL TERZO CHAKRA IN EQUILIBRIO

Cari ricercatori,

il Terzo Chakra rappresenta gli aspetti razionali, logici del nostro pensiero e corrisponde al corpo mentale; descrive il livello che, nella nostra società è conosciuto come personalità. E’ la parte di noi che ha imparato: a volte la mente crede di essere nostra reale essenza, così noi ci troviamo a confondere quello che siamo con quello che sappiamo.

Rappresenta anche l’idea che abbiamo di noi stessi, la nostra auto-immagine.

Il Terzo Chakra riguarda anche la libertà con cui ci permettiamo di essere noi stessi e, se è in equilibrio, ci è facile riconoscere che anche gli altri hanno lo stesso diritto.

Scegliamo, attimo dopo attimo, di essere quello che siamo, senza giudizio o censura; questo ci dà la naturalezza grazie alle quali esercitiamo il potere diessere noi stessi. Esercitiamo il nostro potere personale, che non significa cercare di prevalere sugli altri, ma indica solo quella attitudine che ci permette di essere pienamente noi stessi.

E’ il potere di, non il potere su.

Quando questo centro è equilibrato, non abbiamo bisogno di controllare tutto né, tanto meno, di criticare ogni cosa; non abbiamo aspettative e non cerchiamo di manipolare gli altri. Non ci sentiamo invasi o attaccati anche in una relazione. Semplicemente siamo.

La nostra mente, gli aspetti razionali e logici del pensiero, sono al nostro servizio, non diventano prevaricanti, non abbiamo idee ossessive di disistima perché conosciamo il nostro valore.

Quando questo chakra è in equilibrio ci rende efficaci nella vita, ci dà spontaneità e potere di essere chi siamo senza il bisogno di esercitare alcun dominio sugli altri.

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4/07/08
gabbiano

31.IPER-CONTROLLO: IL DISAGIO CHE DENOTA TENSIONE AL TERZO CHAKRA

Cari ricercatori,

siamo arrivati a analizzare il disagio generato da una tensione al Terzo Chakra: l’iper-controllo.

Ci hanno insegnato che il controllo è qualcosa di socialmente auspicabile, buono, giusto, utile. Nel nostro mondo controllare significa dominare, dirigere, guidare.Quante volte abbiamo detto: “Voglio riprendere il controllo della mia vita” , oppure: “Ho tutto sotto controllo”intendendo, ovviamente, qualcosa di positivo.

E, in effetti, un certo tipo di controllo, quello che per esempio ci permette di andare a velocità molto sostenuta in autostrada, è sicuramente utile, soprattutto a non schiantarci.

Perché, invece di essere una nostra atout , un punto di forza, diventa una specie di corazza che ci impedisce di vivere?

Quando controllare diventa un modo di vivere, una maschera costante che usiamo per nascondere altri disagi, come la paura, la disistima o la sensazione di non essere abbastanza amati?

Come sempre, il passaggio non è così netto, all’inizio ci sembra che il controllo ci dia una specie di garanzia contro le avversità.

Ma richiede uno sforzo notevole: dobbiamo stare attenti a tutto, ogni piccolo dettaglio deve andare come abbiamo previsto; quindi, prima cerchiamo di esercitare il controllo su noi stessi, sulle nostre pulsioni e sentimenti, affinché non trapeli la nostra debolezza.

Il passo successivo è tentare di dominare gli altri e, infine, la vita. E poiché non ci riusciamo mai, ci maceriamo inutilmente nella rabbia e nell’auto-critica. Questa condizione ci procura ancora più tensione al Plesso Solare, che si traduce in un’ulteriore necessità di dominare l’espressione della nostra interiorità e il mondo fuori di noi.

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2/07/08
02luglok