La comunicazione energetica

margheok

Esplorare l’uso consapevole dell’energia, attraverso la scoperta della nostra capacità di essere creatori e molto altro ancora…

Rossella Panigatti

 

60.CONCLUSIONI

margheok
10/10/08

Cari ricercatori,

eccoci alla fine di questo tempo insieme, di questi passi nella consapevolezza che comunicare con l’energia per capirsi e farsi capire non solo è possibile, ma ci porta lontano.

Spero che queste note via abbiano aiutato a comprendere i vostri talenti, le vostre infinite capacità.

Vorrei terminare con le righe finali dell’introduzione del mio nuovo libro,La comunicazione vitale, che è appena uscito edito da TEA.

“…voglio dedicare specialmente questo libro ai ragazzini senza sorriso che mi capita spesso di vedere. Sono già impegnati a competere, a prevalere, a vincere, e sono stressati e mortalmente stanchi della vita prima ancora di aver iniziato a viverla.

E penso che, se avessi avuto allora la consapevolezza della semplicità e della magia di ciò che siamo e la coscienza di quanto, in fondo, siamo simili agli altri che ci fanno così paura, mi sarei risparmiata tanto dolore.

Vorrei che, attraverso questo approccio, tutti questi bambini feriti ritrovino la voce e parlino agli adulti che sono diventati. Solo loro li possono aiutare a sciogliere quei muri che, oggi, impediscono loro di assaporare in modo pieno l’integrità della loro vita.

E vorrei che questi adulti si lasciassero prendere per mano e ricominciassero a vedere la bellezza e la meraviglia, ritrovassero lo stupore che avevano allora. Per guardare la vita e se stessi con passione, con leggerezza, con gioia.

Anche se so benissimo quanto siamo bravi a farci del male, a affossarci, a negarci, so altrettanto bene che possediamo tutti gli strumenti per ritrovarci e ritrovare la gioia che ci spetta per diritto di nascita, e, in sostanza, per amarci e amare gli altri fino in fondo.”

Rossella Panigatti

59.COMUNICARE CON LA NATURA

nature
6/10/08

Cari ricercatori,

infine ecco l’ultimo tassello della comunicazione energetica: la natura.

La natura è una maestra discreta: è sempre lì, con la sua energia potente e armonica, infinitamente ricca di spunti e di insegnamenti. E’ pronta a nutrirci senza riserve, a guarirci con la sua bellezza e con la sua magia, a consolarci quando siamo senza speranza, mostrandoci il miracolo che è la vita.

E noi spesso, semplicemente, non ce ne accorgiamo.

Corriamo, affannati, arrabbiati, non rendendoci conto che ilpercorso è la meta, ci lasciamo sfuggire la stupenda possibilità di riequilibrare la nostra energia solo intonandoci a quella della natura.

Riconnettersi con la natura è un modo diretto, un’esperienza reale della nostra anima integra.

E’ come se ci accordassimo al canto della vita, alla superba sinfonia delle nostre energie che si scambiano informazioni nella forma più alta e più immediata.

L’energia della Terra può consolare la nostra disperazione, ci fa sentire accolti quando ci sentiamo disperatamente soli, ci nutre quando abbiamo freddo all’anima.

Le modalità per essere in contatto con la natura sono assolutamente personali. Sarebbe come cercare di istituzionalizzare delle caratteristiche espressive di una persona: l’unico risultato sarebbe quello di spegnerne la creatività.

Quindi, il mio suggerimento è provare.

Ci deve essere sempre è la qualità di ascolto, quella che ormai conoscete bene e avete usato per ripristinare la comunicazione energetica con voi stessi e con gli altri. La natura è solo un altro un po’ più esteso!

continua

58.COMUNICARE ENERGETICAMENTE CON GLI ALTRI: DOVE SONO LORO

58_livelli
3/10/08

Cari ricercatori,

ora noi abbiamo la consapevolezza che, se vogliamo comunicare con una persona che ha dei muri energetici, dobbiamo porci in un piano che ci permette di by-passare l’ostacolo, vedendo le cose da un altro punto di osservazione.

Sappiamo che, quando coscientementecambiamo il livello della nostra percezione, la realtà cambia intorno a noi. Questo principio vale anche nella comunicazione energetica. Precisamente, cosa significa cambiare il piano della comunicazione energetica e che effetti produce?

Significa portare consapevolmente la nostra attenzione a un livello differente, a un’altra frequenza in cui le cose accadono in modo completamente diverso. E’ come se, da una stanza arredata in modo spartano e minimalista, entrassimo in una che ha tutte le ridondanze del barocco. E’ un’altra cosa.

Se, per esempio, ci rendiamo conto che chi ci sta di fronte ha paura o soffre di disistima, quale miglior chiave per abbattere le sue resistenze che guardarlo dal Chakra del Cuore? L’amore incondizionato, l’assenza di giudizio che lui avverte lo fanno aprire: così ascolterà la nostra comunicazione senza pre-giudizi. Andando nel cuore, l’accettazione incondizionata guarisce tutte le ferite che il nostro interlocutore può avere; lo fa sentire al sicuro, gli permette di non aver bisogno di controllare.

C’è un altro piano dal quale la comunicazione passa efficacemente: possiamo portarci a livello dello spirito, cioè al Sesto Chakra: vedremo la persona che abbiamo di fronte in tutta la sua assoluta grandezza, al di là del limite oggettivo che ci mostra; così è la aiutiamo a vivere la pienezza delle sue capacità e non avrà paura… Infine, possiamo rassicurarlo con il Settimo Chakra, in cui vediamo il divino in lui e in noi.

Continua

57.LA COMUNICAZIONE ENERGETICA CONSAPEVOLE NON E’ MANIPOLAZIONE

brainOK
29/09/08

Cari ricercatori,

chiariamo che, per prima cosa, la finalità di una comunicazione energetica consapevole non è quello di far fare all’altro quello che noi desideriamo, di manipolarlo a nostro piacimento, bensì di fargli arrivare la nostra verità nel modo più lineare possibile, senza le distorsioni che possono esserci quando un ascoltatore ha delle prevenzioni dovute a blocchi energetici.

Abbiamo visto che, anche per quello che ci riguarda, sarebbe veramente utopistico pensare di poter comunicare sempre e comunque da un perfetto equilibrio e, soprattutto, credere di trovarci di fronte a un altro essere pienamente consapevole di dov’è e di cosa sta facendo.

Per semplificare l’indubbia complessità del meccanismo, partiamo dal presupposto che la comunicazione energetica avvenga solo tra due soggetti, per esempio noi e un altro.

Pensate che il meccanismo di relazione energetica tra due soggetti prevede oltre cinquemila differenti possibilità di interscambio energetico.

Se siamo consapevoli di guardare le cose da un punto di vista teso, è chiaro che possiamo fare qualcosa per modificare il nostro stato e ritornare in equilibrio (le innumerevoli tecniche di riequilibrio dei chakra funzionano perfettamente) e, quindi, per far sì che la comunicazione sia coerente.

Ma abbiamo la possibilità di fare qualcosa affinché la comunicazione energetica funzioni anche se la tensione non dipende da noi, ma è patrimonio del nostro interlocutore. Cosa fare dunque se realizziamo di avere di fronte una persona che ha un certo tipo di muro?

Ve lo dico nel prossimo post, perché ho esaurito lo spazio disponibile!

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56.COMUNICARE ENERGETICAMENTE CON GLI ALTRI: DOVE SIAMO NOI

zebradelfinook
25/09/08

Cari ricercatori,

per creare una comunicazione energetica che funzioni dobbiamo attuare una modalità di ascolto consapevole, e questo presuppone avere l’attenzione rivolta verso noi stessi e verso gli altri.

Per quanto riguarda l’ascolto di noi stessi, dobbiamo renderci conto se iniziamo una comunicazione partendo da un punto di vista equilibrato o teso e, quindi, se mandiamo delle informazioni coerenti o distorte.

Potremmo partire da una situazione in cui abbiamo paura, oppure essere in balia delle emozioni e del desiderio, o in cui abbiamo difficoltà a affermare il nostro potere e la libertà di essere noi stessi, cercando quindi di prevalere sull’altro. Ma non è tutto: potremmo sentirci rifiutati e non amati e, quindi, riversare sulla comunicazione con l’altro questa frustrazione; oppure aver difficoltà a esprimere la nostra verità e a ricevere o, ancora, potremmo non accorgerci di considerarci in modo riduttivo rispetto alla nostra reale grandezza, comportandoci da vittima. Infine, a volte potremmo sentirci esclusi e non amati dall’autorità o da Dio e, quindi, potremmo proiettare questo sentimento su chi ci sta di fronte.

Per comunicare efficacemente quello che importa è il renderci conto di avere, in quel momento, un aspetto della nostra complessione energetica fuori equilibrio, così da rettificarlo. Così come è basilare accorgerci se qualcosa ha sfiorato o urtato una nostra sensibilità, rendendoci reattivi.

Questo ci permetterà anche di diventare consapevoli dello stato della persona che ci è di fronte e comprendere se, a sua volta, ha delle tensioni che le facciano vedere le cose in modo alterato.

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55.ALOPECIA ANDROGENETICA: UN SINTOMO CHE DENOTA TENSIONE NEI CONFRONTI DELL’AUTORITA’

palatone
22/09/08

Cari ricercatori,

considereremo una patologia apparentemente banale, l’alopecia, ma che crea moltissimi problemi, in quanto riguarda l’80% degli uomini oltre i 60 anni e molte donne in menopausa.

E’ normale che una persona adulta perda ogni giorno un certo numero di capelli e che questa perdita possa farsi più consistente con il progredire dell’età; tuttavia si parla di alopecia quando la caduta si intensifica fino a determinare zone più o meno ampie della testa prive di capelli.

Dal punto di vista della comunicazione energetica, poiché tocca i capelli, mostra una tensione primariaal Settimo Chakra.

Come sappiamo, esso rappresenta la connessione con il padre (o chi ha rappresentato l’autorità nella vita della persona); questo rapporto diventa il modello della relazione con l’autorità e, infine con Dio (o qualunque forma di Autorità Suprema sia valida per lei).

La caduta dei capelli indica un blocco in questo centro energetico, anche se modesto. Di fondo c’è senso di separazione, di solitudine, una incapacità di comunicazione.

Inoltre, la patologia presuppone una iper attività a livello delle ghiandole sebacee e, quindi, una tensione al Terzo Chakra (la pelle), specificatamente nell’area della testa (Settimo Chakra). A sua volta, questa sensibilità è dovuta a uno squilibrio degli ormoni maschili (parte Yang).

Pertanto, la persona affetta da questa patologia ha una difficoltà a essere se stessa (Terzo Chakra) in relazione all’autorità e questo le fa assumere un atteggiamento più volitivo o maschile (Yang) di quanto sia il suo equilibrio.

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54.LA SINDROME DELL’ANARCHICO

Anarchia
17/09/08

Cari ricercatori,

il senso di solitudine e di disperazione provocato da una chiusura del Settimo Chakra non è l’unica manifestazione che può determinare uno squilibrio a questo livello: a volte ci può essere una rabbia corrosiva e distruttiva, come della sindrome dell’anarchico.

L’origine di questa modalità è sempre la stessa: la percezione di disamore e di non accettazione da parte del padre o di chi rappresenta l’autorità per noi.

Invece di chiuderci su noi stessi, il fatto di non sentirci amati e accettati da papà ci porta a essere reattivi, a disconoscere la sua autorità e, per traslato, ogni forma in cui essa si manifesta.

Vivremo ogni intervento che ci vuole indirizzare come un’ingerenza alla nostra libertà di essere.

Così ci ribelleremo sempre e comunque, per definizione, incanalando tutto l’amore represso che abbiamo per nostro padre in una rabbia cieca e distruttiva per noi e per gli altri.

Però, quando siamo soggetti a questo disagio non siamo più liberi, in quanto non facciamo le cose per noi stessi ma ci definiamo in antitesi a quello che l’autorità ci chiede.

Tutte le forme di ribellione non sono altro che un grido d’aiuto, il bisogno di essere amati e riconosciuti da papà per quello che siamo.

Aprendo il Settimo Chakra ci rendiamo conto che la direzione dataci da nostro padre o dall’autorità non ha quasi mai la finalità di prevaricarci, solo quella di preservarci da brutte esperienze. E, anche se non è stata esercitata nel modo che ritenevamo fosse quello giusto per noi, riconosciamo le buone intenzioni che animavano le azioni.

Cominciamo di nuovo a sentire l’amore e l’accettazione che vengono da nostro padre proprio per gli aspetti che ci rendono unici.

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53.CAUSE DI SQUILIBRIO DEL SETTIMO CHAKRA

PdreFiflioOK
12/09/08

Cari ricercatori,

cosa genera i muri a questo livello?

Magari nostro padre era assente, o era troppo autoritario e impositivo, o non ci prestava l’attenzione di cui avevamo bisogno… il risultato è sempre lo stesso, decidiamo che lui non ci ama e chiudiamo il Chakra della Corona.

Di solito nella nostra tradizione è il padre a dare la direzione, a indicarci quello che dobbiamo fare, ma il ragionamento vale anche qualora la figura fosse un’altra (di solito la mamma).

La relazione con chi ci ha dato la direzione diventa poi il modello del legame che instaureremo con l’autorità in generale.

E’ ovvio che, se abbiamo vissuto in modo conflittuale il primo rapporto, ci sarà difficile credere che il secondo sia migliore, che l’autorità sia dalla nostra parte e che ci dia indicazioni solo per il nostro bene e non per il gusto perverso di negarci ciò che ci sta a cuore. La subiremo o ci ribelleremo, non accettando alcuna ingerenza nella nostra vita, neanche quelle che potrebbero aiutarci. Non avremo comunque un atteggiamento equilibrato verso le manifestazioni dell’autorità.

Il rapporto con l’autorità diventa poi il modello della nostra relazione con Dio, con l’Universo o con un ordine superiore. Se chiudiamo il Settimo Chakra ci sentiremo abbandonati da Dio o, peggio, traditi da Lui.

Il senso di alienazione dall’amore del padre, dunque, ha l’effetto di separarci da Dio. Ci consideriamo non degni del Suo amore e, quindi, colpevoli della massima colpa; sentiremo la necessità di nasconderci da Lui e, di fatto, lo faremo, negandoci e non riconoscendo la nostra essenza divina.

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52.AVERE IL SETTIMO CHAKRA IN EQUILIBRIO

STRADAOK
9/09/08

Cari ricercatori,

il Chakra della Corona rappresenta il livello dell’essere definito come anima, la parte più profonda di ciò che siamo.

Nel momento in cui facciamo esperienza di questo livello in modo equilibrato, sappiamo di essere tutti Uno, ci sentiamo parte di una connessione amorevole e perfetta. Se siamo parte del Tutto o, meglio, se siamo il Tutto, non ha più senso vivere la separazione, sentirsi soli. Questa non è altro che la famosa illusione in cui si cade nella realtà fisica, quello che gli antichi induisti chiamano il velo delle Maya.

Quando abbiamo un Chakra della Corona in equilibrio siamo consapevoli di essere individuati, non separati, ci sentiamo una componente palpitante del miracolo della vita. Poiché questo chakra rappresenta il livello in cui l’espansione della coscienza racchiude tutto in sé, quando viviamo a questo livello siamo coscienti della parte divina in ciascuno di noi.

Nella nostra vita, il Settimo Chakra indica la qualità del rapporto che abbiamo con nostro padreo con la persona che, nell’infanzia, ci ha fornito il senso di direzione. Le decisioni che abbiamo preso in merito a questa relazione determinano l’atteggiamento che avremo con l’autorità in generale e, di conseguenza, con la massima autorità, cioè con Dio.

Con un Settimo Chakra in equilibrio, accettiamo l’autorità senza sentirci prevaricati, riconosciamo di essere amati dalla figura che la rappresenta nella nostra vita per quello che siamo, senza bisogno di modificarci, seguiamo la direzione che ci indica sapendo che è per il nostro bene.

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51.IL SENSO DI ESCLUSIONE: IL DISAGIO CHE DENOTA TENSIONE AL SETTIMO CHAKRA

SHASA
5/09/08

Cari ricercatori,

oggi vorrei parlarvi di quel senso di esclusione così totale, di quella solitudine senza speranza che è il risultato di una prolungata chiusura del Settimo Chakra.

Si potrebbe definire una patologia del tempo, in quanto, se prendiamo questa decisione proviamo un terribile disagio, ci sentiamo senza futuro, come se ci avessero tagliato quella parte del film che parla del nostro avvenire.

Ci rimane solo l’oggi, che è nero e sappiamo che domani sarà peggio, in una progressione senza possibilità di cambiamento. Quello che è peggio è che in ogni situazione, anche la più brutta, c’è sempre la speranza che ci sia un domani migliore. In questo modo di essere non c’è domani. Solo un’infinita collana di oggi, uno più nero dell’altro.

Abbiamo interrotto ogni comunicazione e ci sentiamo isolati e disperati.

Poiché il Chakra della Corona (o Settimo) rappresenta la percezione dell’unità con la nostra anima superiore e con il tutto o della separazione, la sua chiusura genera uno stato di grande dolore e segregazione.

Ho descritto una situazione limite, ma anche nelle chiusure meno gravi la sensazione è la medesima, anche se l’intensità non è la stessa.

Quando questo centro è perfettamente funzionante abbiamo accesso alla conoscenza, perché attraverso il Settimo Chakra si raggiunge il corpo infinito di tutte le informazioni.

E’ chiaro che, quando erigiamo dei muri a questo livello, non abbiamo accesso a tutte le informazioni che riguardano questo aspetto della coscienza, né a questa consapevolezza; ci sentiamo perduti, disperatamente soli.

continua