Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

48. PERCHÉ IL “VAFFA…” CI FA MALE

04/06/20

La lettura del titolo di questo articolo potrebbe disorientare chi legge abitualmente il mio blog o conosce i miei libri o la mia pagina Facebook. Potrebbe infatti apparire in contraddizione con ciò che affermo ripetutamente, ovvero che: per salvarci la vita, dobbiamo trovare dentro di noi il grandissimo Chissenefrega. Vorrei quindi spiegare che sono due atteggiamenti totalmente diversi. Trovare dentro di noi la forza di lasciare andare ciò che ci colpisce significa che siamo presenti e scegliamo di non farci travolgere. Invece, quando in risposta a un’offesa o a qualcosa che ci ferisce, reagiamo con un “vaffa…” significa che non abbiamo il controllo della situazione, che stiamo entrando nel conflitto e siamo reattivi. In questo caso non siamo noi a trovare le parole, ma sono loro a trovare noi.

La nostra evoluzione spirituale secondo i principi base della Kabbalah, come indicato nel libro di Yehuda Berg Il Potere della Kabbalah, è legata alla capacità di passare dall’essere reattivi all’essere proattivi. Questo significa che di fronte a situazioni destabilizzanti non permettiamo che sia la rabbia o una risposta automatica di attacco a sopraffarci, ma siamo in grado di valutare quale è la miglior risposta all’evento, che vorrebbe dire: attenersi a un comportamento proattivo. Allora dovremmo anche capire che non è l’evento esterno ciò che conta, ma è come reagiamo all’evento esterno che fa, nella nostra vita, la differenza.

Il nostro “vaffa…” innesca il rifiuto a ciò che sta avvenendo e la voglia di rispondere colpo su colpo. Il “vaffa…” precede o conclude sempre lo scarico della rabbia che abbiamo lasciato esplodere; certo, al momento ci sembra di esserci liberati, ma è solo un attimo perché subito dopo ecco che dobbiamo fare i conti con le conseguenze della nostra azione. Il più delle volte rimpiangiamo di averlo detto, infatti ci ritroviamo a dover ricomporre un rapporto e riuscire a farlo è quasi sempre un percorso in salita. Il nostro cammino evolutivo è costellato da prove e da lezioni che dobbiamo apprendere, tutto diventa più facile quando impariamo a essere noi i padroni della scena e della nostra storia e non lasciamo che quella forza distruttiva che è dentro di noi non ci permetta di fermarci e chiederci: “Qual è l’azione migliore per me?”. Se lo faremo, il “vaffa…” che stava per uscire morirà sulle nostre labbra, rimarremo lucidi e saremo pronti a fare la scelta giusta, dicendo le parole appropriate.

In pratica

Credo che disimparare a essere reattivi sia molto difficile, non per niente questa azione è legata alla nostra evoluzione, tutto ciò che ci fa “crescere” è frutto di grande fatica e impegno. Ma come riuscirci? Il primo modo e il più semplice è respirare. Quando la rabbia ci coglie, c’è anche un black-out di ossigeno perché ci manca il fiato, allora è utile incominciare a respirare profondamente a bocca aperta. Bastano sette respiri profondi per cambiare la chimica del cervello e saremo quindi in grado di valutare la nostra risposta all’evento.

Un altro modo di lasciare andare la rabbia e riuscire a controllarla è la visualizzazione di uno dei 72 Nomi di Dio, specifico per questo problema. La sequenza va visualizzata da destra a sinistra e aiuta a sciogliere il potere della rabbia su di noi. La rabbia viene infatti dissolta, affinché pace e armonia alberghino nel nostro cuore.

Floriterapia

La rabbia e il “Vaffa…” che sta per nascere dentro di noi indicano che stiamo perdendo il nostro equilibrio e la nostra centratura. Rescue Remedy viene in nostro soccorso per riportarci a uno stato di calma interiore. È efficace molto velocemente, quindi, prima di reagire, prendiamone un paio di gocce e riusciremo sicuramente a recuperare le redini della nostra mente e dominare la nostra tempesta interiore.

Jose Maffina

Autrice de I codici della felicità

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