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58. LA GIUSTIZIA

24/12/21

 

La giustizia non è un concetto divino, non esiste una giustizia divina, poiché ogni cosa segue un corso che è solo guidato dall’equilibrio dell’Universo. Tutto ciò che accade e che può turbarlo mette in moto forze che vanno a ristabilire l’equilibrio universale.

Non è questa la giustizia che viene interpretata dagli uomini, non esiste a livello celeste la punizione, ma solo il ripristino di ciò che è stato danneggiato e a volte accade attraverso il dolore, perché gli esseri umani apprendono le loro lezioni solo quando si trovano a soffrire: non c’è più uno stato di benessere e, trovandosi nel disagio, agiscono per ritornarci.

La giustizia nella concezione umana è il senso del dovuto rispetto a un accadimento e la sua conseguente punizione. Gli Uomini non sono nella dimensione divina quando cercano la giustizia. Nella dimensione divina ci si arriva quando si vuole sanare ciò che è andato a pezzi e, se ciò non è più possibile, vuol dire che il ripristino di questo equilibro mancato avverrà in altro tempo e in altra vita. Cercare la giustizia è sempre un esercizio che a volte può fuorviare dal cammino, poiché l’Uomo la delinea su parametri individuali e non universali, proprio perché è impossibile definirli in quanto non esistono.

 Quando vediamo assembramenti di persone che inalberano enormi cartelli gridando “Abbasso la pena di morte”, ci rendiamo conto che in alcuni Paesi condannare qualcuno a questa pena è considerato giustizia. Le immagini raccapriccianti di donne lapidate dalla folla per adulterio ci mostrano una società in cui le persone credono fortemente che quella punizione sia l’espressione della giustizia.

Forse allora dovremmo fermarci un attimo e chiederci: ma cosa è realmente la giustizia? La Chiesa Cattolica ci dice che è un esercizio di virtù, ma la storia ci insegna che i membri di tale Chiesa si sono macchiati di molti delitti in nome di questa virtù e la Santa Inquisizione ne è uno degli esempi.

Per alcuni la giustizia la trovi andando a cercare il suo contrario, l’ingiustizia, e in quel terreno devi cercare di lavorare. Per cui la povertà, in un mondo di giustizia, dovrebbe essere tolta e, per farlo, chi ha molto dovrebbe dare a chi ha meno. Per alcuni l’ignoranza è un’ingiustizia, poiché la conoscenza è la chiave per rendersi liberi. Il razzismo e qualsiasi tipo di discriminazione è un’ingiustizia e combatterlo è riportare in un mondo ingiusto la giustizia.

Per molti di noi la giustizia è il veder riconosciuto i nostri meriti, essere giustamente ripagati dei nostri sforzi e avere la tangibile sensazione che chi fa bene ha bene e chi fa male ha male.

Come possiamo vedere, è solo l’angolatura da cui guardiamo, il tipo di cultura che noi abbiamo, che delinea che cosa è per noi la giustizia. Parametri diversi che possono addirittura essere agli antipodi. Ogni civiltà, ogni religione si è data le sue regole stabilendo cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Io credo che dentro a ciascuno di noi profondamente sono scritte le regole dell’Anima che ci indicano un percorso che, solo lasciandolo, ci allontana dalla giustizia.

La giustizia per me allora non può che essere assimilata al concetto di rispetto; se ciascuno di noi avesse rispetto di se stesso e degli altri vivremmo in un mondo in cui regnerebbe la giustizia in assoluto.

In pratica

Aprirsi a un concetto di giustizia vuol dire lasciare andare tutti i nostri preconcetti e permetterci di essere accoglienti alle altre visioni del mondo. Imparare a dare giustizia a noi stessi e agli altri vuol dire capire le nostre esigenze ed essere allineati al concetto di benessere per noi stessi. Ciò significa, come ho detto prima, rispettarsi e rispettare anche quelli che sono diversi da noi. Ciascuno non deve interferire o penetrare gli spazi degli altri. Non permetteremo di invaderci e non invaderemo.

Da dove partire? Comportarsi in modo educato è già un bel traguardo e allora:

  • Non alzeremo la voce e spegneremo il nostro cellulare al cinema o in luoghi in cui è richiesto il silenzio
  • Non salteremo la coda delle auto
  • Non ci approfitteremo della nostra posizione pubblica
  • Riconosceremo i meriti degli altri
  • Saremo sinceri con noi stessi e con gli altri
  • Sapremo dire di no a noi stessi e agli altri

Sulla strada della giustizia sono solo piccoli passi, ma se acquisiti renderanno la vita più facile a noi e a gli altri.

Floriterapia

Un fiore di Bach che ci può aiutare a sviluppare un atteggiamento di giustizia è Impatiens, serve ad essere tolleranti verso gli altri senza mancare di autorevolezza e saggezza.

Prenderne due gocce in un bicchier d’acqua alla sera, prima di andare a dormire, sorseggiandolo.

La posta

Ciao Jose, sto insegnando yoga nelle scuole sia d’infanzia che in quella primaria, vorrei, allora, trovare le parole giuste per spiegare ai bambini questi concetti. A volte sono avvilita perché è un linguaggio che loro faticano a comprendere anche se… sento che il loro cuore è aperto, ma a volte sembrano irraggiungibili e io sento il fallimento. Gloria

Cara Gloria, i bambini hanno bisogno di sperimentare, non riescono a fare elaborazioni astratte. Quindi falli “lavorare” con il corpo e con il respiro, così entreranno in sintonia con quello che va al di là delle spiegazioni. La percezione del corpo e del respiro è il primo passo per la conoscenza di sé. Affidati, vedrai che trovi la strada per raggiungerli. Un abbraccio, Jose

 

Jose Maffina

Autrice del libro I codici della felicità

 

 

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