Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

51. VOGLIA DI GIOIA

04/11/20

 

La gioia è un’emozione che sentiamo direttamente nel corpo, dentro al nostro cuore e investe poi anche la nostra mente. È uno stato perfetto. Ma arrivarci presuppone che siamo riusciti a lasciare andare ogni sentimento non positivo che ci bloccava come la paura, l’ansia, la non accettazione di noi stessi. Molte volte l’incapacità di provare gioia è la conseguenza della compressione delle negatività dentro di noi. Non riusciamo a liberarcene ed esse si cristallizzano nel nostro corpo.

Inconsapevolmente ci sabotiamo perché forse riteniamo di non essere degni di provare questa sensazione positiva. Molte delle persone che hanno sofferto ritengono che la relazione con il mondo possa avvenire solo attraverso il dolore e non si “permettono” di essere leggeri, magari lasciando cantare il loro cuore.

Sicuramente la Gioia che fa bene al nostro processo evolutivo è la consapevolezza dei piccoli accadimenti che ogni giorno sono un vero miracolo. Non ci viene certo dai beni materiali e dalla loro ricerca spasmodica che anzi innesca in noi quasi sempre un senso di malessere e di inadeguatezza.

L’Universo risponde per la Legge dell’Attrazione dando abbondanza solo dove c’è un sentimento di abbondanza. La gioia è il sentimento di abbondanza per eccellenza, perché dà appagamento e se noi siamo paghi di come siamo, di ciò che abbiamo e di come viviamo, dal nostro cuore scaturisce un sentimento di gratitudine e l’Universo risponde continuando a inviare Gioia nella nostra vita. Tuttavia molti credono che basti volere una cosa, delinearla nella propria mente, pensarla intensamente che a quel punto l’Universo la esaudisce. Purtroppo non è così. La condizione principale per ottenere ciò che vorremmo avere è essere pieni di gioia e gratitudine per ciò che abbiamo.

Molte persone si lamentano che questa cosiddetta legge non funziona e dicono frasi di questo genere: “Ma come, l’ho pensato intensamente, gliel’ho detto all’Universo che questa faccenda la devo risolvere assolutamente entro un mese, sennò tra due mesi come posso partire, oppure comprare, oppure cambiare lavoro, bla bla bla…” E, se a queste parole io obietto che all’Universo non puoi dare termini temporali, né puoi indicare il modo per ottenere ciò che tu desideri, questa risposta li fa un po’ arrabbiare; se poi aggiungo che il desiderio non può essere formulato partendo da una base di disperazione tipo “Universo fallo accadere sennò sono rovinato”, beh, questo provoca nelle persone grande delusione e disappunto.

Ma è proprio così: bisogna avere gioia dentro perché l’Universo ci ascolti e tanta, tanta gratitudine. Allora magicamente gli eventi accadono nella nostra vita e quasi sempre seguendo strade impensate, per cui lasciamo che le cose avvengano e sicuramente quello scelto dall’Universo sarà il percorso megliore per noi.

La gioia è un moto infantile, semplice, infatti per portare la gioia nella nostra vita dovremmo imparare di nuovo a giocare, il gioco è un’azione leggera, non ha obiettivi di riuscita, dovremmo tornare bambini e imparare di nuovo a perderci nelle piccole azioni che ci svagano; sto parlando di quel gioco che non ha in sé competizione ma solo il piacere di farlo come quando facevamo le bolle di sapone e le vedevamo crescere, staccarsi e volteggiare per l’aria… che stupore, che meraviglia, che gioia rincorrerle con gli occhi e con le mani e vederle scoppiare! Quante risate, ma quelle semplici!

Da un punto di vista spirituale, la gioia è la forma energetica che ci collega con il Divino. È una energia potente che si espande intorno a ogni individuo e forma dei cerchi che man mano si allargano e colpiscono l’energia delle altre persone e le coinvolgono. Gioia vuol dire essere grati per ciò che abbiamo e sentire la sintonia con il Divino che ci protegge e ci benedice.

Come riuscirci

Osho, maestro spirituale, suggeriva questa pratica:

Ogni mattina, appena sveglio, prima di aprire gli occhi, stirati come un gatto. Stira ogni fibra del corpo. E dopo due o tre minuti, con gli occhi ancora chiusi, mettiti a ridere. Per cinque minuti non fare altro. All’inizio sarà una risata forzata, ma in breve i tuoi tentativi provocheranno una risata spontanea. Perditi nelle risate. Prima che accada veramente ci vorranno forse alcuni giorni, perché non ci siamo abituati. Ma poi tutto diventerà spontaneo e cambierà la qualità della tua giornata… Se ti svegli ridendo, presto sarai in grado di sentire quanto sia assurda la vita. Nulla è serio: puoi ridere anche delle tue delusioni, puoi ridere anche delle tue sofferenze, puoi ridere perfino di te stesso.

Per riuscire a cambiare la visione della nostra realtà e aprirci al positivo, prima di tutto dobbiamo liberarci delle zavorre, delle negatività e della rabbia che comprime dentro di noi ogni cosa e ci blocca. Tutte le tecniche esperienziali che ho già proposto in questa rubrica vanno benissimo, come la meditazione e il Rebirthing. Lavorare con il respiro su di noi, scioglie i blocchi a livello fisico e libera la nostra energia.

Un essenza floreale del Pacifico che aiuta moltissimo ad assumere una visione gioiosa della vita è Polyanthus. Fiore invernale, fiorisce quando tutto il resto dorme ancora, appartiene alla famiglia delle primule. Elimina i blocchi che impediscono la consapevolezza dell’abbondanza, aprendo il cuore alla gratitudine. È come infilare degli occhiali che ci faranno vedere la vita in rosa. Va assunto puro, 2 gocce direttamente sulla lingua.

Jose Maffina

 

Autrice del libro I codici della felicità

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