Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

70. QUALE PACE?

12/10/23

 

L’obiettivo finale di ogni sentiero evolutivo è raggiungere la pace interiore.

Ma se ci guardiamo intorno, diciamo a noi stessi che siamo calati in una realtà dove il conflitto è una prassi relazionale. Lo abbiamo in famiglia, lo abbiamo nel condominio, lo abbiamo nella città dove abitiamo, l’abbiamo nella nazione a cui apparteniamo, l’abbiamo nel mondo in cui viviamo.

Il conflitto in famiglia cresce sui nodi che si sono sviluppati nei rapporti con i parenti: ciò che ci è stato fatto, ciò che non ci è stato dato. Se si tratta del condominio, basta andare ad una loro riunione per sentire palpabile l’atmosfera conflittuale da “tutti contro tutti”.

Ampliando lo sguardo ci ritroviamo a dover subire regole che non ci piacciono, situazioni di trascuratezza che ci fanno arrabbiare. Quando poi guardiamo cosa succede nel paese in cui viviamo, siamo indignati e ce la prendiamo con chi ci governa. Se poi leggiamo i giornali o guardiamo la televisione, ci rendiamo conto che il conflitto dilaga, diventa guerra e massacri.

Non c’è pace, siamo schiacciati da ciò che ci circonda e ci sembra non ci possa essere via d’uscita. Pensiamo che noi siamo altro rispetto a questo.

Tempo fa ho pubblicato questa frase: “Quando non ti riconosci nel mondo che ti circonda, vuol dire che qualcosa deve essere trasformato anche dentro di te.”

Questo significa che il processo di pace nasce sempre prima di tutto da ciascuno di noi. Per essere portatori di pace dovremmo essere prima di tutto pace dentro di noi.

Allora, il primo passo è azzerare il conflitto che alberga nel nostro profondo, partendo da quello familiare, per poi allargarci a tutto il nostro ambiente.

Portare la pace dentro di noi non vuol dire che siamo disposti a subire, semplicemente dovremmo porci disponibili ad accogliere il punto di vista dell’altro, accantonando il nostro ego, la causa di ogni conflitto.

Essere in pace con se stessi significa anche diventare un pacificatore che non accetta le sfide e non le alimenta.

Come la canzone di John Lennon Imagine, potremmo creare un mondo dove l’energia che lo governa è l’amore, e quando le nostre azioni sono guidate dall’amore, non può che esserci pace dentro di noi e fuori di noi.

In pratica

Non è facile rimanere centrati ed equilibrati in tutte le circostanze. Colpiti vogliamo colpire. Mentre dovremmo fermarci e capire quale migliore risposta potremmo trovare per il nostro benessere e la nostra pace. Dibatterci tra l’avere ragione o essere felici.

Ripeto: non è facile, ma anche questo è un esercizio da mettere in pratica, man mano sarà sempre più semplice non farci coinvolgere dai conflitti e la nostra pace sarà inattaccabile.

Floriterapia

Come al solito, suggerisco Rescue Remedy (miscellanea di Fiori di Bach) che ci aiuta a recuperare la nostra centralità ed equilibrio. Se poi la nostra natura ci porta a evidenziare il peggio degli altri alimentando critiche e conflitti, ecco che il fiore di Bach Beech ci aiuta a riaprirci al mondo, diventiamo più tolleranti, ricordandoci che ogni persona è portatore di un dono. Mentre l’essenza del Pacifico Polyanthus ci dà la capacità di vedere tutte le meraviglie che ci circondano in questo mondo.

 

Jose Maffina

Autrice del libro I codici della felicità

 

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