La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

258. IL GUERRIERO È IL SIGNORE DELLA MENTE

La mente potrebbe essere uno strumento meraviglioso, capace di dare forma e coerenza agli impulsi profondi che scaturiscono dalla piena ed essenziale coscienza di sé. Ma, per assolvere al suo compito, dovrebbe diventare un servitore fedele che traduce la coscienza cristallina che anima, con nitide intuizioni conoscitive, la forma e la personalità che abbiamo acquisito. L’abbiamo invece fatta diventare padrona, dandole un compito che non le spetta.

Essendo ormai dominante su tutta la nostra struttura umana, a tal punto da farci credere che sia essa la vera identità, la mente filtra ogni percezione in base alle distorsioni e alle contaminazioni culturali. Questa ipertrofia della mente spiega il motivo per cui nei cammini sapienziali delle tradizioni spirituali sia posto l’accento sull’importanza di procedere alla disidentificazione da essa attraverso pratiche di meditazione che consentano di conoscerla, di purificarla e di renderla funzionale.

In particolare la tradizione buddhista Theravada della Vipassana è specializzata nel processo di condurre la mente alla sua funzione originaria, estinguendo gradualmente il piccolo ego che si collega a essa.

Noi non siamo la mente. Non è un caso che dalla Vipassana nasca la Mindfulness, attraverso un protocollo ideato da Jon Kabat-Zinn che la praticava da anni.

Una delle caratteristiche di questa nostra umanità è quella di distorcere anche quelle pratiche che dovrebbero consentire la liberazione dalla prigione della personalità disfunzionale; molti usano la meditazione con l’illusione di trovare la pace e di saltare a piè pari la conoscenza di se stessi, oppure sono incapaci di praticarla con costanza o la considerano una tecnica sganciata dalla loro vita. In tal modo la nostra mente ritorna a manipolarci, creando l’illusione che stiamo facendo un lavoro di consapevolezza. Così ci sentiamo a posto con la nostra coscienza!

Il guerriero che ormai è capace di riconoscere questa trappola, si pone di fronte alla meditazione con la determinazione, la costanza e l’anelito che affondano le radici nella Forza del Cuore, centro di Vera Identità.

Roberto Maria Sassone

 

19/03/15
medtera

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