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43. IL GUERRIERO E IL DONO DI SE’

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I momenti più alti del guerriero sono quelle circostanze piene di Grazia in cui compie un’azione verso gli altri che procura un’apertura del Cuore, un Risveglio della Coscienza, una Vittoria su un lato oscuro ed ignorante dell’ego.
I profani non si rendono conto che in quei momenti il guerriero ha un tale piacere di donare, è così felice che la sua esistenza abbia concretamente una utilità per la vita, che vive questo dono di sé come una Grazia che riceve.

In realtà nel donarsi il guerriero è talmente premiato, è talmente ricolmo di doni, che non c’è alcuno sforzo nel suo atto. Anzi, paradossalmente è lui il primo beneficiario di questo dono di sé perché, oltre al senso di Unione profonda con la trama dell’evoluzione e con gli esseri umani, sente la gioia del Servizio, l’appartenenza ad una vasta Famiglia di anime ed al tessuto dell’universo.

Il sacrificio del guerriero acquista il senso vero del termine, ovvero fare un’azione sacra, assecondando la natura della sua essenza che nella sostanza è Amore e Compassione.

L’azione che compie il Guerriero nel dono di sé è un’azione molto concreta, che non ha niente di mistico, e cheproduce degli effetti reali.

Purtroppo il guerriero, essendo in una transizione evolutiva, non ha ancora raggiunto una costante pienezza ed ancora ricade nelle fasi dell’egoismo; ma sempre più spesso un dolore nel cuore lo avverte che si è allontanato dalla Verità della sua anima.

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