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55. IL GUERRIERO E IL DRAGO

55. IL GUERRIERO E IL DRAGO

Molte persone dicono: “Io sono fatto così” e con questa frase liquidano qualsiasi problema. E’ la frase emblematica di chi ratifica la sua prigione e fa testimonianza del proprio orgoglio.

Ogni essere umano dovrebbe invece domandarsi: “Perché sono fatto così?”. Sarebbe il punto di partenza di un lungo viaggio alla scoperta di se stessi e sarebbe anche l’inizio di una svolta che conduce a lasciare un atteggiamento passivo per iniziare ad essere protagonisti consapevoli della propria vita.

Questo è il punto in cui l’uomo profano e dormiente, svegliandosi, si trasforma in un aspirante guerriero.

Il secondo punto è domandarsi: “Qual è il mio drago?”, ovvero indagare su quella parte di noi che più condiziona la nostra vita. In altre parole si può dire che ogni individuo ha il suo punto debole fondamentale che ricorre continuamente nella sua vita e che lo conduce a compiere sempre gli stessi errori. Questo è il drago che deve affrontare!

Per poterlo affrontare deve prima riconoscerlo e poi osservarlo senza giudizio e condanna. Tale atteggiamento compassionevole verso se stesso naturalmente non vuol dire confermarlo, ma è necessario che ci sia lo sguardo che nasce dal Cuore, ovvero dall’Essenza, da quello spazio di Luce che c’è all’interno di noi stessi.

Ciò conduce naturalmente al terzo punto in cui si cerca il contatto con la nostra Goccia Divina che costituisce il centro del nostro essere.

Continua..

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