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114. IL GUERRIERO E LA SUA IMPERFEZIONE

114. IL GUERRIERO E LA SUA IMPERFEZIONE

Sento l’esigenza di ribadire un concetto fondamentale che riguarda il modo in cui deve essere inteso il Guerriero. C’è la tendenza a considerare il guerriero un uomo eccezionale; qualcuno addirittura vorrebbe vedere il lui una specie d’illuminato: niente di più lontano da tutto ciò!

Il guerriero non ha risolto completamente la sua vita, ma vive ogni suo conflitto ed ogni sua contraddizione in modo del tutto consapevole. Egli non combatte la sua ombra, ma l’affronta ogni volta sempre più lucidamente e s’impegna a trasformarla, a trarne la luce che in essa è nascosta. In questo processo di crescita cade numerose volte, manon si scoraggia, e continua a procedere nella vita fin dove gli è possibile.

Chi si proclama guerriero, sentendosi una specie di essere superiore, sta prendendosi in giro e sta alimentando il suo narcisismo. Il guerriero ha delle miserie, le vede tutte, ma non le giudica.

L’unica cosa che lo rende speciale rispetto ai profani è che, malgrado le sue fragilità, è determinato a crescere enon abbandona la via. Non si nasconde; si fa vedere per quello che è. Sa che perdere una battaglia non vuol dire perdere la guerra.

E’ capace di discriminare ciò che per lui è sostenibile in ogni fase della sua vita. Cerca di non compiere imprese superiori alle sue forze. Questa è la sua umanità.

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