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115. IL GUERRIERO E LA SALVEZZA DELLA TERRA

115. IL GUERRIERO E LA SALVEZZA DELLA TERRA

Esprimo la mia rabbia e il mio dolore per lo scempio criminale, causato dalla macchia di petrolio nel Golfo del Messico.

La vera pandemia della Terra si chiama UOMO…

Eppure abbiamo la pretesa di definirci Homo Sapiens!

Uniamoci nella protesta in ogni modo possibile e lecito

Come più volte ho detto, il guerriero si sente profondamente figlio della Terra. La ama e la rispetta. Ma l’amore sul piano della materia si deveconcretizzare nell’azione, non può restare ideale. Altrimenti non stiamo parlando di amore, ma di quel sentimentalismo sdolcinato di cui si nutrono moltissime persone.

A questo punto ogni persona consapevole ha il dovere di intervenire. Persino la parola dovere non è appropriata perché si tratta in effetti diun’esigenza intima ed essenziale del guerriero.

Si può intervenire attivamente in moltissimi modi, proporzionati alle reali possibilità di ognuno e relativi all’ambito in cui si vive: con lettere, articoli, sensibilizzazioni sociali, nelle scuole, nelle conferenze, in politica, etc. L’importante è che ogni intervento sia svolto in maniera etica e non ricorrendo a violenze e distruzioni.

Gli individui devono capire che l’unione fa la forza e crea movimenti sociali che hanno presa sui governi. I cosiddetti creativi culturali sono molto numerosi sulla terra. Sono coloro che hanno una coscienza ecologica ed olistica.

Ormai si è dimostrato scientificamente che le menti si possono sincronizzare creando un campo di forza che può essere anche chiamato formazione mentale. Più menti aderiscono ad un progetto, più intensa è la loro capacità d’influire sulla coscienza collettiva.

Non sottraiamoci quindi alla nostra responsabilità. Siamo ormai immersi in un cambiamento epocale in cui il nuovo fattore determinante è la Coscienza

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