La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

133. IL GUERRIERO E I CINQUE PASSI DI TRASFORMAZIONE DELL’EGO

In un libro magistrale, Il Piacere (Astrolabio), Alexander Lowen traccia cinque passi che sono necessari per attuare una vera trasformazione della struttura del carattere.

Il primo è riuscire ad identificarsi con il proprio corpo. Infatti tutti i meccanismi di difesa che hanno lo scopo di reprimere e di rimuovere le emozioni che non sono accettabili nella storia individuale, irrigidiscono il nostro sistema vivente; a causa di ciò ce ne andiamo nella testa e perdiamo il contatto con il corpo, ovvero con noi stessi.

133Il secondo è il riconoscimento del principio del piacere, ovvero recuperare la capacità di espandersi, di pulsare e di creare; in poche parole ritrovare il piacere di vivere secondo le nostre istanze più autentiche.

Il terzo è l’accettazione delle proprie sensazioni. Esse infatti ci indicano qual è il vero rapporto con le differenti situazioni della nostra vita. Ma, se le sensazioni sono alterate e distorte dai meccanismi di censura interna, diventa alterato anche il criterio di valutazione degli eventi e delle scelte.

Il quarto è “la comprensione dell’interdipendenza di tutte le funzioni della personalità”. I pensieri sono determinati dalle emozioni che sono determinate dalle sensazioni corporee: ricordiamo di essere un sistema complesso in cui ogni nostra funzione è collegata alle altre e dipende da esse.

Il quinto è l’umiltà. Dice Lowen: “L’umiltà caratterizza la persona che accetta se stessa. Una persona simile non è né modesta, né arrogante”. Anche Lowen dà quindi all’umiltà un’importanza fondamentale.

Tutto questo processo, afferma Lowen, deve avvenire nell’ambito di un percorso psicocorporeo perché un psicoterapia solo analitica e verbale non dà voce alle emozioni e alle sensazioni represse e “rafforza l’io a detrimento del corpo”; “Se il lavoro terapeutico si limita all’espressione delle sensazioni (e delle emozioni),incoraggia l’impulsività a spese dell’integrazione”.

3/11/10

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