La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

132. IL GUERRIERO PARLA DELL’UMILTA’

Il continuo riferimento all’umiltà come qualità che il guerriero deve coltivare non è semplicemente un discorso d’effetto. Perciò desidero parlarne in maniera più specifica.

La principale caratteristica della nostra personalità egoica è la presunzione, tanto più grande, quanto maggiore è l’insicurezza interiore, il vuoto affettivo, la mancanza di valore, il bisogno di essere riconosciuti.

L’umiltà, per tale motivo, acquista un ruolo preminente nel percorso di crescita personale perché, senza questa qualità, continuiamo a mentire su noi stessi, e su qualsiasi cosa facciamo; continuiamo ad inventarci e acostruirci un mondo di ombre e ad illuderci di vivere. Come si può fare un cammino interiore con un atteggiamento così distorto?

132Ancor più queste motivazioni vanno a contaminare la ricerca spirituale, che rappresenta il culmine delle nostre aspirazioni e quindi viene vissuta come un traguardo che ci renderà speciali agli occhi del mondo. Così non si va da nessuna parte e si finisce per costruirsi un atteggiamento da “illuminati”, con dei comportamenti affettati che corrispondono all’idea di come dovrebbe essere una persona “realizzata”.

L’umiltà invece è la vera consapevolezza di ciò che siamo, senza demonizzare, né magnificare niente di noi. D’altra parte come potremmo pensare di essere speciali, se continuamente siamo a contatto con la fragilità, il conflitto ed il limite?

Non c’è da vergognarsi di essere così. L’uomo è grande proprio per la sua continua relatività e per la sua capacità di procedere, passo dopo passo, nella via che lo conduce ogni giorno a Sé. L’uomo è eroico proprio perché, malgrado la sua fragilità, tenta la scalata e l’immersione (sono due facce della stessa medaglia).

Come non essere umili, se ci si conosce? E’ un così grande sollievo accogliere il limite e offrirlo al Divino, e continuare a camminare solo per la gioia di camminare, senza preoccuparsi di quanta strada si possa fare e di dove si possa arrivare.

Non c’è niente a cui arrivare: tutto è qui ad ogni istante, tutto è già dietro al velo; siamo già immersi nell’oceano. Purtroppo certa cultura cattolica ha stravolto il senso della parola “umiltà”, rendendola sinonimo di umiliazione, di rinuncia al valore, di svilimento. “Umile” viene da “humus” (terra fertile), per cui è realmente umile chi ha leradici profondamente piantate nella terra.

26/10/10

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