La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

144. IL GUERRIERO VIVE L’INCREDIBILE MERAVIGLIA DELL’ISTANTE

Il guerriero vive l’incredibile meraviglia dell’istante. Finché non si sperimenta questa esperienza fondamentale, ogni bel discorso sulla meditazione è soltanto un abile virtuosismo dialettico per convincersi di essere bravi ricercatori e per mostrare agli altri la propria assidua ricerca!

La prima idea da gettare a mare è che la meditazione sia una pratica e basta, e in questo caso che chiunque faccia venti minuti al giorno di pratica sia un meditante! Lo so che molti storceranno il naso di fronte a questo discorso, ma ormai non è più il momento di perdere tempo.

Ciò non significa togliere valore alla meditazione come pratica quotidiana, ma comprendere che essa è una parte di un cammino molto più vasto che consiste nella pratica della Presenzacollegata a ogni azione del momento. 144La sadhana della Presenza coinvolgeogni momento e ogni aspetto della vita. Per fare questo bisogna avere un intento inflessibile a cercare di essere coscienti nelle azioni, senza però dover dare per forza a esse un significato.
Non vi rendete conto di quanto efficace sia l’essere in ciò che si fa e come proprio questo esserci procura un senso di pienezza e di valore.

Ci viene in aiuto l’essenza dell’insegnamento Zen. Il grande maestro Shunryu Suzuki Roshi afferma: “La via di praticare senza avere alcuna meta consiste nel concentrarsi su ciò che si sta facendo nel momento presente. Se la mente se ne va in giro altrove, non avete alcuna possibilità di esprimervi. Ma se limitate la vostra attività a ciò che potete fare proprio e solo adesso, nel momento presente, allora sì che potete esprimere pienamente la vostra vera natura. Perciò (…) quando vi inchinate dovete inchinarvi e basta, quando sedete dovete sedere e basta, quando mangiate dovete mangiare e basta”.

Io aggiungo che quando meditate dovete meditare e basta. Non deve esserci nessuna aspettativa, nessun pensiero di doversi sbrigare a fare quella cosa per poterne fare un’altra. Pulire un piatto è tutto, sistemare un cassetto è tutto, parlare con uno sconosciuto nello scompartimento di un treno è tutto. Questa è meditazione, questo è la sadhana, questa è la meta senza meta.

Se riuscite a praticare in questo modo, ogni momento della vita è reale e voi siete reali in ogni momento, nella noia, nella rabbia, nella gioia, nella paura, nell’allegria…

8/02/11

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