La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

180. IL GUERRIERO ESPLORA CRISTO (PARTE 3)

L’Amore è il patto implicito nella creazione e unisce l’Essere Supremo alla sua creatura, emanazione di Esso. Il Divino si riconosce attraverso molteplici gocce di coscienza: noi facciamo parte di queste gocce, la nostra sostanza è la stessa sostanza del Padre da cui non siamo mai separati, perché niente esiste all’infuori di Esso.

Perciò l’Amore è la sostanza che permea anche la materia e si esprime nell’amore umano.

Scrive Padre Griffith in Matrimonio tra Oriente e Occidente: “Il sesso in se stesso è il riflesso dell’amore divino; perciò è stato sempre ritenuto sacro. Il sesso è un mezzo con cui l’uomo comprende qualcosa del mistero dell’amore di Dio. 180Dobbiamo perciò ritenere che in Dio vi sia un dinamismo d’amore. Tutta l’energia della natura […] è un riflesso di questa energia (d’amore): la Shakti che esiste eternamente in Dio. Così pure tutto l’amore che è nella natura umana, tutta la forza di affetto e di devozione, tutta la gioia dell’intimità e dell’arrendersi, sono manifestazioni di un amore che è nascosto nel profondo della divinità” (pag 104).

Queste considerazioni sono ancora più preziose perché provengono da un fervente cristiano, certamente illuminato! Così egli continua: “[b]Noi possiamo sperimentare l’amore nei nostri corpi nell’intimità dell’unione sessuale. Possiamo sperimentare l’amore nelle nostre anime, nell’esperienza emozionale in cui l’uno si fonde nell’altro, in un’esperienza immaginativa di amore estatico, in un’esperienza abituale di affetto che trasforma il nostro carattere. Sono tutte esperienze parziali dell’amore divino” (pag 104).

Finalmente una posizione chiara, davvero cristiana, sulla sessualità e l’amore. Non posso immaginare che Cristo, luminosa coscienza, potesse condannare l’espressione di una funzione naturale, proprio in quanto la natura è essa stessa divina. Si deve restituire nobiltà al corpo, ritrovare quella sacralità perduta che è stata distorta da secoli di cultura deviata.

Ciò che i maestri condannano è la sessualità avvilita, compulsiva, bestiale, in cui l’altro è solo un oggetto d’uso. Purtroppo questa è la sessualità che impera, corrotta dalla mente, senza più l’innocenza.

Infine Padre Griffith conclude questo capitolo così rivoluzionario, dicendo: “Il preciso scopo della creazione era che l’Uno fosse capace di comunicare se stesso a molti […] Con l’amore ci comunichiamo ad altre persone e loro si comunicano a noi. Nell’unione sessuale c’è la gioia del mutuo donarsi. Questo avviene ad un livello profondo della consapevolezza: io in te e tu in me” (pag 107).

La sessualità è la funzione più incompresa dell’uomo d’oggi e ci vuole una vera rivoluzione della coscienza per restituire ad essa la sua originaria bellezza. Bisogna perciò reintegrare il valore del principio femminile nella cultura cristiana. In origine lo Spirito Santo era femminile, come la Shakti. “Lo Spirito è l’aspetto femminile o recettivo della divinità, come il Figlio è l’aspetto maschile o espressivo”, dice Padre Griffith (pag 108).

Avendo perso il contatto con la Madre Terra, con l’energia che anima il nostro corpo, avendo esaltato il valore della verginità, abbiamo tagliato il collegamento con la Vita universale.

15/12/11

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