La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

217. IL GUERRIERO E LA SPIRITUALITÀ NATURALE

Esistono parole che nella nostra cultura sono diventate talmente equivoche da generare un’estrema confusione; “spiritualità” è una di queste.

La mia proposta di definizione è la seguente: la spiritualità è la scienza della natura dell’Uomo.
I grandi Maestri di tutte le epoche hanno affermato, attraverso l’esperienza vissuta, che la natura dell’uomo è divina. Anche in questo caso ci troviamo di fronte alla parola “divina” che ingenera ulteriore confusione.
Proviamo a postulare che il Divino sia tutto ciò che esiste, l’intera intelligenza e organizzazione degli universi. Con questo concetto forse è più facile comprendere che l’essere umano non può che affondare le sue radici in questa realtà globale, che noi definiamo “divina”.
La vita nasce da un big-bang, un seme primordiale, e noi ci siamo sviluppati da esso, come ogni altro aspetto della manifestazione.Siamo un ologramma dell’intera creazione.
Da ciò si evince che nella nostra percezione più profonda c’è il senso di questo infinito da cui proveniamo e in cui siamo perennemente immersi. La coscienza cosmica di fatto ci appartiene in maniera naturale, anche se è stata soffocata da strati di condizionamenti sociali.

Per questo sostengo e sperimento nel mio lavoro che esiste la spiritualità naturale, che affiora e si manifesta man mano che usciamo dagli strati dei condizionamenti, seguendo un processo di purificazione del corpo, delle emozioni e della mente.
La spiritualità naturale non nega le emozioni, che sono invece negate da tanta letteratura spirituale e religiosa: nega l’attaccamento a esse, ai desideri, agli impulsi e le loro distorsioni.
A tale proposito cito una frase di Sri Aurobindo: “Il mio insistere sulla purificazione non significa che io condanni il sentimento e l’emozione autentici, non più di quanto il mio insistere su una mente e una volontà purificata significhi che condanno il pensiero e la volontà. Al contrario, più è profonda l’emozione e più intensa è la bakti (devozione), più grande è la forza di realizzazione e di trasformazione. La maggior parte delle volte l’essere psichico (anima) si risveglia e si ha l’apertura delle parti interiori al Divino proprio attraverso l’intensità dell’emozione“.

27/11/12
217. IL GUERRIERO E LA SPIRITUALITÀ NATURALE

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