La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

226. IL GUERRIERO E LA NOSTALGIA NELLA TERRA DI MEZZO

Si passa una vita a costruire apparenti felicità, a inseguire banali desideri e grandi ideali… ci si crede perché l’ego ha una presa totale su di noi e ci fa vedere quello che vuole farci vedere.

Si ha la sensazione di essere sulla strada, la mente si nutre soddisfatta di conoscenze elevate, la meditazione condisce alcuni momenti e ci sentiamo soddisfatti.
Passano gli anni e il mondo sembra a portata di mano; persino gli altri riconoscono il nostro valore… Alcuni ricercatori possono vivere tutta la loro esistenza in questo modo, praticando una sadhana onesta, simile al rito della comunione che fa sentire le persone così buone, così a posto con la coscienza!
Ma il guerriero non risparmia niente di sé, è capace di scarnificarsi, diffida continuamente di ogni suo traguardo; finché giunge un momento, non si sa quando, così all’improvviso, in cui crolla la magnifica menzogna dorata e ci si ritrova nudi, in una terra di mezzoin cui non c’è più la vecchia sponda e la nuova è ancora lontana…

Quando si entra nella terra di mezzo, tutto ciò che era desiderabile svanisce come un miraggio appena ti avvicini ad esso. Non interessa nemmeno più la trascendenza, il progresso, l’evoluzione… resta solo un grido vero a cui risponde, di tanto in tanto, una pienezza così profondamente dolce, così densa d’amore, di fronte alla quale ogni altro amore impallidisce e tutti quei sospiri e quei drammi e quei palpiti diventano ridicoli.
L’anima parla, quando meno te l’aspetti, e poi ti lascia solo.
Quell’anima sei Tu… e resti solo di Te stesso, quando Ti sei assaggiato per pochi attimi eterni, privo di ciò che sei davvero, privo di Te.

Tutto si ribalta in quei momenti sublimi: io, piccola immensa goccia di luce radiosa, e le scorie di tutto ciò che è stato desiderabile per una vita. Resta un amore travolgente, struggente, la sete di offrirsi, di prostrarsi e sussurrare: “Eccomi, sono qui, prendimi, usami, sia fatta la Tua volontà”.

19/02/13
226. IL GUERRIERO E LA NOSTALGIA NELLA TERRA DI MEZZO

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