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9.LA TRISTEZZA DEL GUERRIERO

Nessuno debba immaginare che il guerriero sia incapace di tristezza. Anzi, la tristezza è una caratteristica molto significativa nella Via del Guerriero perché è collegata alla Compassione.

La compassione è la capacità di condividere il sentire degli altri esseri umani e quindi anche di condividere il dolore. Chi ha il cuore aperto non può non sentire la sofferenza dell’umanità in questo momento storico in cui sembra che la società vada a pezzi perché la menzogna è venuta completamente allo scoperto.

LUNAOKTutti possono vedere la corruzione politica, la spazzatura dell’informazione e dell’intrattenimento, lo stomachevole accaparramento del potere, la fatua ricerca di forme esteriori, il vuoto coperto dall’apparenza.

Tutti possono vedere la terra agonizzante, intere popolazioni ridotte a carne da macello, la schiavitù mascherata, il sacrilego uso dei bambini.

L’uomo ha perso dignità.

L’uomo profano, che persiste nel suo sonno, si difende da questo dolore, ignorandolo, perché ne ha un’estrema paura. Il guerriero invece è profondamente radicato nella realtà e partecipa di essa. Per questo sa essere triste.

La sua tristezza e la sua compassione sono una molla per agire nel mondo, per portare il suo aiuto, secondo le sue possibilità e la sua influenza. Egli fa sentire la sua voce, usando i mezzi che ha a disposizione.

Anche questo spazio è una grande opportunità e ringrazio chi me lo concede.

La tristezza del guerriero nasce anche dalla consapevolezza di essere molto più luminoso di quanto riesce ad esprimere. Il contatto con la sua essenza non è ancora stabile per cui diventa triste quando lo perde.

Siamo al punto di svolta. Non si può più dormire. Bisogna fare una scelta di campo, bisogna ritrovare la dignità del guerriero.

continua..

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