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46. IL GUERRIERO E LA SCUOLA

46. IL GUERRIERO E LA SCUOLA

Wilhelm Reich (e molti altri) diceva che il potere prospera sull’ignoranza della gente. Ciò è totalmente vero, infatti l’ignoranza impedisce la consapevolezza. All’opposto la conoscenza rende liberi, capaci di discriminare, di avere una visione ampia della vita e di poter considerare più punti di vista su ogni argomento.

Il luogo più adatto a sviluppare la coscienza dovrebbe essere la scuola: invece di obbligare a studiare esclusivamente delle nozioni, si potrebbe ipotizzare delle ore dedicate allo studio delle discipline sulla consapevolezza.

Immaginate una materia che si chiami “approccio alla coscienza”!!! Una disciplina che comprenda aspetti teorici, come lo studio della Filosofia Perenne, dei suoi vari filoni (Yoga, Vedanta, Zen, Tao, Gnosticismo, Sufismo, etc) ed una parte pratica in cui esercitarsi sulla concentrazione, sulla meditazione, sulla percezione corporea e sullo sviluppo dell’osservatore!

Che magnifico sogno una scuola così… volta a stimolare la libertà di pensiero, la capacita di critica costruttiva e soprattutto che insegni fin dall’inizio a sviluppare in ognuno la Presenza e l’Attenzione. Una scuola in cui la parola spiritualità sia finalmente intesa nella sua vera accezione laica, ovvero esperienza diretta del Divino, della propria Essenza, del continuo essere immersi nell’energia dell’universo, dell’appartenenza alla Terra.

Perché la trappola che imprigiona le coscienze individuali è costringere a pensare che la spiritualità sia la prerogativa di una religione. Invece bisogna ad alta voce proclamare che ogni essere umano ha la libera possibilità di collegarsi a quella Cosa che in ogni epoca ha avuto svariati nomi. Non c’è da pagare un dazio alla religione per accedere al Divino perché già ognuno di noi è un’espressione di Esso.

La cosa meravigliosa è che, se si intraprende una Disciplina di meditazione e di concentrazione, inserita in una vita che rispetti la Vita, si può iniziare a sentire autenticamente il nostro Spazio Luminoso e il sapore dell’Essere che ci compenetra ed di cui siamo infusi costantemente.

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