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50. IL GUERRIERO E GLI SCHEMI

50. IL GUERRIERO E GLI SCHEMI

Se si riesce a vedere attentamente i comportamenti degli esseri umani con cui veniamo in contatto direttamente ed anche indirettamente, si rimane stupiti dal constatare che la maggior parte delle nostre azioni seguono schemi e regole prevedibili. Accettiamo in maniera totalmente automatica codici che determinano non solo le nostre scelte, ma persino i nostri pensieri.

Quando ci si decide di agire, la strada che viene intrapresa prende la direzione di un buon senso dato per scontato.

Il guerriero talvolta rompe gli schemi e compie delle azioni che possono sembrare assurde. Ma la saggezza di questa sua follia lucida è di trasgredire il buon senso comune o la morale convenzionale, senza creare alcun turbamento negli altri. Il guerriero non fa del male, non rompe il mondo costruito e rassicurante dei dormienti. Egli si gioca se stesso, provando schemi di comportamento non convenzionali, senza che i profani se ne accorgano e ne possano essere sconvolti.

Tuttalpiù un suo comportamento può essere giudicato strano, incomprensibile o addirittura folle, ma il guerriero per mezzo di esso esplora le sue reazioni ed anche fa parlare la sua ombra, osservandola lucidamente.

Il guerriero non è né buono, né cattivo, ma semplicemente è se stesso senza illusioni su di sé. Non nasconde i suoi limiti e gioca allo scoperto con sé, con le sue menzogne ancora attive e con le trame dell’ego che vogliono continuare a sopravvivere.

Uscendo dagli schemi, scopre che ci sono numerosi altri modi di vivere, di percepire, e di agire.

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