La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

52. LA RETE DEI GUERRIERI

L’Italia sta andando in pezzi… e ciò che più sconvolge è che moltissimi italiani dormono e si aggrappano con un’estrema incoscienza al Grande Fratello e a San Remo. Ed è proprio questo loro sonno a far crescere il potere dell’ignoranza e dell’arroganza. E’ in gioco la libertà essenziale, la dignità della persona, la cultura della conoscenza.

La democrazia è una conquista che assume forza dalla reale capacità degli individui di riconoscersi come soggetti attivi e consapevoli, capaci di autodeterminarsi e di riconoscere il valore della vita, della realizzazione personale, del lavoro, e della cultura. Le dittature attecchiscono dovunque si è spenta la capacità del pensiero creativo e della discriminazione. Chi si nasconde, come fanno gli struzzi (mettendo la testa sotto la sabbia), si trova incatenato, senza accorgersene.

Uno stato che spinge sempre di più a volere determinare e condizionare ogni singola scelta del cittadino si avvia verso una china molto pericolosa. Chi si accontenta, per quieto vivere, di un benessere costruito esclusivamente sulle antenne paraboliche, sulla televisione demenziale e sulle partite di calcio, ha la responsabilità di accelerare la perdita di libertà.

52_dolpI guerrieri hanno il dovere di riconoscersi e di unire le loro forze per combattere questa degenerazione della coscienza collettiva, per risvegliare chi dorme, per favorire l’apertura del Cuore, per riportare alla solidarietà.

Scrisse Wilhelm Reich a proposito del piccolo uomo addormentato di cui stiamo parlando: “TU STESSO SEI IL TUO AGUZZINO! Nessuno, se non tu stesso, sei colpevole della tua schiavitù (…) Ecco come sei, piccolo uomo. Sei abile nel vuotare, nell’esaurire, divorando con e senza cucchiaio, ma non sai attingere (…) Sei in grado solo di vuotare e prendere, ma non di attingere e dare (…) perché ti prende il panico quando il moto primordiale dell’AMORE e del DONARE si fa sentire in te. Perciò hai paura di dare (…) Hai dentro di te una profondità e non lo sai. Hai paura, una paura mortale della tua interiorità (…) Questa immensità racchiusa dentro di te rappresenta il tuo futuro.”

Continua

23/02/09

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