La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

30. LE TRE ARMI DEL GUERRIERO

Da più parti mi giungono richieste per sapere come si diventa guerrieri: Nella mia esperienza non bisogna necessariamente incontrare Don Juan, come accadde a Castaneda. Si possono incontrare delle persone che hanno alcuni strumenti, che danno delle indicazioni, ma ciò che conta in assoluto è sentire un’Aspirazione profonda ed ascoltare il Maestro interiore.

Per quanto riguarda me, come avete letto nei vari post, ho un mio orientamento che riguarda il guerriero che naturalmente esprime una delle diverse possibilità di percorrere la via del guerriero. Ogni via ha però dei presupposti comuni che potremo condensare in un prossimo post.

30_medNella mia via del Guerriero Integrale i tre strumenti indispensabili sono: Respirazione, Meditazione, Mantra. La respirazione aumenta e purifica la circolazione dell’energia vitale (prana), la meditazione sviluppa la Presenza (contatto con l’essenza o maestro interiore), il mantra inserisce nel corpo una vibrazione potente di risveglio di alcune qualità della coscienza.

Adopero tre tecniche del pranayama che mi sembrano particolarmente efficaci: la respirazione a narici alternate (nadi shodana), il bastrika e l’ujjayi: la prima per creare equilibrio, la seconda per purificare l’organismo, la terza per sviluppare la Presenza. Il bastrika lo sconsiglio agli inesperti e comunque sarebbe sempre bene appoggiarsi a un buon insegnante di Hatha yoga.

La meditazione essenziale che uso è la vipassana, ascolto del respiro, quiete della mente, non-azione, stare con ciò che c’è nell’istante, senza giudizio. Personalmente sto nella presenza del respiro con un ujjayi modificato, in quanto concentrazione nello spazio del cuore (meditazione del Cuore). Non posso essere più specifico perché queste cose si insegnano nella pratica e lo faccio nei miei Laboratori.

Il mantra lo inserisco ad un certo punto della meditazione, nello spazio del cuore, ripetendolo mentalmente. Naturalmente adopero il mantra delle cellule perché la mia via è lo yoga integrale di Sri Aurobindo e Mère. Oppure il mantra lo si ripete durante l’attività, nell’azione; questa tecnica si chiama Japa.

Continua

5/12/08

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