Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

32. IL GUERRIERO E IL NON ATTACCAMENTO

(Risposta a Daniele)

Qualsiasi azione automatica esprime mancanza di consapevolezza, quindi mancanza di presenza. Se bevo automaticamente il caffè, non lo gusto. Per gustarlo devo essere presente all’azione che compio, ovvero devo essere nel mio corpo e nelle mie sensazioni. 32_SasCofMa la presenza diventa spontanea, man mano che si procede sulla via del contatto con il respiro e quindi non bisogna fare esercizi di concentrazione, snaturando la propria giornata.

Analogo discorso per il non-attaccamento. Esso consiste nel non avere necessità di una cosa e proprio questa mancanza di bisogno consente di vivere con un piacere totale qualsiasi manifestazione della vita. Il guerriero ha un grande senso del piacere, si gode la vita, si dà tutto al piacere, cogliendone ogni sfumatura, proprio perché il suo corpo è più vivo, le sensazioni sono più chiare, l’attenzione è lucida, ed inoltre non teme di perdere l’esperienza, non essendo attaccato ad essa. Non ha la schiavitù dellaripetizione. Può scegliere di farla o di non farla.

Le tecniche orientali od occidentali sono solo delle stampelle per chi non ha sviluppato la consapevolezza di esserci, ma se si realizza una naturale gioia di vivere (pochi ce l’anno spontaneamente) vuol dire che già si è un passo avanti nel cammino.

A poco a poco le tecniche vengono gettate via, sostituite da un funzionamento naturale. Non bisogna sapere come funziona il ginocchio, ma si diventa il ginocchio; di conseguenza l’atto di andare è funzionale al contatto con le ginocchia. Si cammina e basta, ma mentre si cammina si è il camminare e si è l’andare a trovare la persona amata.

Continua..

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