La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

105. IL GUERRIERO MEDITA CON IL CORPO

La meditazione non è un processo mentale, come comunemente si crede. Non bisogna operare con delle formazioni di pensiero, non bisogna sforzarsi di avere un risultato tangibile, non si devono usare delle idee che abbiano lo scopo di pilotare la concentrazione. In poche parole meditare non è pensare.

La coscienza non è la mente, ma semmai la mente è una delle funzioni attraverso le quali la coscienza si manifesta. “(La coscienza) è la nostra condizione originaria, la nostra fiamma vitale nel centro dell’essere, all’interno del corpo” scrive Maruscha Magyarosy ne “I Cinque Tibetani” – Ed Mediterranee.

105_breaDeepak Chopra dice che il corpo è la manifestazione visibile e concreta dell’intelligenza creativa, della saggezza di ogni forma di vita. La Magyarosy continua dicendo che “…bisogna fare direttamente l’esperienza che non si tratta solamente di avere un corpo, quanto piuttosto che siamo corpo, che siamo corpo animato e vivente, amore incarnato.”

Si può comprendere più facilmente da queste osservazioni il motivo per cui la forma più essenziale di meditazione avviene attraverso l’ascolto del respiro (la vipassana) che è la funzione vitale e corporea per eccellenza. Ogni forma di pensiero invece impedisce lo stato di presenza senza scopo, né intenzione, che qualifica il puro stato di coscienza nell’esserci.

Tutte le volte che siamo nella percezione corporea, non filtrata dalla mente, mentre camminiamo o facciamo un esercizio di hatha Yoga o un mudra con le mani, siamo in meditazione. Per meditare quindi non bisogna necessariamente sedersi ad occhi chiusi e stare in sé nel silenzio di una stanza, ma ogni azione della nostra vita può essere occasione di meditazione a condizione di stare nel respiro consapevole e nella percezione della pulsazione vitale del corpo.

I Tibetani considerano il corpo un “gioiello prezioso” perché in esso prende forma lo spirito.

Continua

23/02/10

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