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171. IL GUERRIERO E LE PROIEZIONI

171. IL GUERRIERO E LE PROIEZIONI

La complicazione che si inserisce nelle relazioni è la proiezione.

In ogni rapporto ognuno è così preoccupato dell’immagine di sé che interpreta in base ai suoi timori ciò che gli viene detto e soprattutto ciò che viene espresso dai comportamenti dell’altro.

Purtroppo si è così convinti della propria interpretazione da non voler sentire ragioni. Così costruiamo un mondo fantastico ed illusorio di relazioni in cui l’altro diventa una continua creazione.
Il guerriero ha sempre presente questa trappola e resta vigile.
Il meccanismo è semplice, ma inesorabile, finchè ci sono conflitti di cui non si è consapevoli.

Piccoli esempi: se ho il tema dell’abbandono, quando qualcuno a cui tengo non mi telefona, penso immediatamente che non mi ami più.
Se ho il tema della catastrofe, penso che gli sia successo un incidente.
Se ho il tema del giudizio, penso che ce l’abbia con me.
Se ho il tema della sfiducia, penso che mi stia tradendo.
Potrei fare mille esempi, ma preferisco che ognuno di voi si osservi e cali su di sé questo spunto che vi fornisco.

Il meccanismo delle proiezioni è micidiale perché distorce la comunicazione e crea continui fraintendimenti.
Anche i sensi di colpa svolgono la stessa funzione nelle relazioni. Le parole dell’altro vengono interpretate come delle allusioni alla nostra presunta colpa o come dei rimproveri o delle disapprovazioni.
Anche su questo tema della colpa è molto importante osservarci.
Se qualcuno di fronte a una malefatta domanda a dieci persone “Chi è stato?”, abbasserà gli occhi chi si sente in colpa, anche se non ha commesso il fatto!

Per tale motivo è indispensabile sviluppare l’osservatore, attraverso il quale imparare a vederci

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