Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

240. IL GUERRIERO E LE DUE REALTÀ

C’è una realtà pensata e una vissuta. La realtà pensata è quella in cui dimorano la maggior parte degli esseri umani. È la realtà immaginata, oppure completamente esclusa dalla percezione del presente perché nel frattempo si è catturati dalle fantasie, dalle aspettative, dai pensieri automatici, ossessivi, reiterati e associativi.

Nessuno è davvero dove è in quell’istante. Si è sempre altrove… nel passato o nel futuro, o in sogni a occhi aperti.

La realtà vissuta è invece quella in cui si è completamente coscienti del momento presente… se cammini stai camminando, se mangi stai mangiando, se guardi stai guardando, se fai l’amore stai facendo l’amore e sei con quella persona e basta.

La vita pensata non è una vita vera. Si è già dormienti prima di andare a dormire. Le persone agiscono e non c’è nessuno realmente che sta agendo. È un po’ come essere in coma e sognare di essere vivi.

Il guerriero si pone nell’attenzione continua del presente, per riconoscere almeno i periodi in cui si dimentica di sé e vive automaticamente. Cerca di essere sveglio il più possibile nel suo quotidiano e adopera ogni azione interna ed esterna come palestra di consapevole presenza.

Questa è la base per ogni cammino, per ogni ricerca, per ogni sadhana. Senza un minimo di presenza ci si sta illudendo di procedere. Ne ho visti parecchi di falsi ricercatori che praticano finti risvegli.

Chi è già morto, muore davvero… ma non può morire chi è già nella coscienza di sé e quindi nella coscienza del Sé.

Sublime diventa il sapore, l’odore, il colore di ogni piccolo avvenimento della vita, quando si è totalmente presenti. La noia non esiste… non può esistere…perché tutto si dispiega incantevole… persino ciò che temiamo, persino il dolore e la paura hanno una loro pienezza e uno spessore.

 


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