Istruzioni per gli Angeli

Ecco qua alcune brevi «istruzioni per l’uso», a commento della sezione ANGELI (e colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Frassinelli, che ha concesso a anima.tv di utilizzare alcuni brani di un mio recente libro sull’argomento). Con il link che trovate qui sotto, potete scoprire quali Energie angeliche agiscano in ciascun giorno dell’anno, e in che modo le Energie del giorno in cui siete nati determinino certi aspetti della vostra personalità, dei vostri naturali talenti, della vostra vocazione, a voi già nota o magari ancora segreta. La fonte di queste corrispondenze tra i giorni e il destino si trova nelle tradizioni della Qabbalah, antiche e densissime; e appunto in queste tradizioni vorrebbe spaziare il mio blog. Ciò che ne dirò qui sarà molto semplice, vi garantisco; ma, naturalmente, «molto semplice» non significa molto facile.

Come forse vi sarete già accorti nelle vostre personali ricerche spirituali, le cose semplici sono spesso, per la moderna mente razionale, le più complicate.

E a mio parere c’è un solo modo di scoprirle, di intenderle meglio: non aver paura di diventare anche noi più semplici, più intuitivi, più liberi dalle nostre complicatissime abitudini di pensiero. Non aver paura di allontanarsi da quel che a molti, oggi, sembra vero, necessario, logico, o magari intangibile; non aver paura, soprattutto, della nostra capacità di sentire, scoprire, esperire semplicemente l’invisibile attraverso i simboli che lo narrano.

Igor Sibaldi

Igor Sibaldi

INTRODUZIONE

Cari amici,

Alcuni argomenti che tratteremo rientrano nella cosiddettaQabbalah, cioè in quella «tradizione orale» le cui origini si perdono sui confini tra l’antico Egitto e l’antica Palestina: sapienza finissima, audace, che riunisce in sé elementi di molte culture e alimenta un’immensa bibliografia. Cominceremo raccontando qualcosa sul cosiddetto «alfabeto sacro», cioè l’alfabeto ebraico letto in chiave geroglifica: ottimo metodo di meditazione, catalogo di simboli e di temi mistici, strumento indispensabile – come vedrete, – per orientarsi negli antichi segreti (e nella sapienza in genere).

Proseguiremo poi con vicende sacre, storie di creazione e storie della fine, e poi chissà. Certo, chiunque se ne intenda un po’, arriccerebbe il naso all’idea di parlare di Qabbalah in un blog: «Chissà come sarà superficiale! Due paginette a puntata…» Ma quelli che se ne intendono un po’ di più sanno anche che una sorprendente caratteristica della Qabbalah consiste nell’impossibilità di insegnarla. Non si può esserne, cioè, né maestri né allievi. La si può solo conoscere; più precisamente ancora: puoi solo accorgerti di conoscerla. Chi ne parla, in ogni epoca, lo fa nella speranza che in quanti lo ascoltano si desti quellaconoscenza, come se ci fosse sempre stata, latente, in attesa – come le belle addormentate delle fiabe – e per far ciò, due paginette a puntata bastano e avanzano.

Unica condizione perché avvenga questo strano fenomeno è, ripeto, che non siate timidi. Fidatevi di voi. Forse qualche secolo o millennio fa sapevate benissimo le cose di cui parleremo, e ora ve ne state soltanto ricordando.

Continua

 

19/09/08
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