Istruzioni per gli Angeli

Ecco qua alcune brevi «istruzioni per l’uso», a commento della sezione ANGELI (e colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Frassinelli, che ha concesso a anima.tv di utilizzare alcuni brani di un mio recente libro sull’argomento). Con il link che trovate qui sotto, potete scoprire quali Energie angeliche agiscano in ciascun giorno dell’anno, e in che modo le Energie del giorno in cui siete nati determinino certi aspetti della vostra personalità, dei vostri naturali talenti, della vostra vocazione, a voi già nota o magari ancora segreta. La fonte di queste corrispondenze tra i giorni e il destino si trova nelle tradizioni della Qabbalah, antiche e densissime; e appunto in queste tradizioni vorrebbe spaziare il mio blog. Ciò che ne dirò qui sarà molto semplice, vi garantisco; ma, naturalmente, «molto semplice» non significa molto facile.

Come forse vi sarete già accorti nelle vostre personali ricerche spirituali, le cose semplici sono spesso, per la moderna mente razionale, le più complicate.

E a mio parere c’è un solo modo di scoprirle, di intenderle meglio: non aver paura di diventare anche noi più semplici, più intuitivi, più liberi dalle nostre complicatissime abitudini di pensiero. Non aver paura di allontanarsi da quel che a molti, oggi, sembra vero, necessario, logico, o magari intangibile; non aver paura, soprattutto, della nostra capacità di sentire, scoprire, esperire semplicemente l’invisibile attraverso i simboli che lo narrano.

Igor Sibaldi

Igor Sibaldi

38. IL SEGRETO DI CAINO

q. In ebraico: Qoph. Raffigura una scure, ed è il geroglifico del-la determinazione, del dominio; del comprimere, anche, e del nascondere in sé.

Tipi duri, i «protetti» dell’Angelo di questi giorni: sono quelli che gli americani chiamano ibullshit-detectors, capaci di riconoscere immediatamente e a colpo sicuro le ipocrisie, le menzogne e (quel che forse essi detestano più di tutti) i difetti di cui siamo già ben consapevoli ma che per pigrizia, indifferenza o debolezza non cominciamo mai ad eliminare. E dura, e connessa al nascondere, è anche la lettera Qoph, che svetta al centro del Nome di Manaqe’el. È l’iniziale di Qabbalah:

38_parolache nel linguaggio corrente significa sia «tradizione» sia «accoglienza», e in geroglifico «il tenere e preservare (Q) in luogo opportuno (B) tutto ciò che conduce in alto (L), verso l’aldilà (H)». È altresì l’iniziale di Caino, in ebraico QYN, che in geroglifico significa «Chi domina (Q) l’aspetto (Y) delle cose (N)». E qui bisogna proprio che vi racconti un segreto di Caino, patriarca assai vicino, in realtà, sia alla Qabbalah sia a qualsiasi forma di teologia coraggiosa. Caino viene solitamente ricordato come il primo assassino, come il capostipite dei malviventi, ma non fu affatto così. Vero è che non sopportava suo fratello Abele, e che lo uccise: ma chi era, o meglio chi è in ogni epoca Abele? Il suo nome era HBL, in geroglifico: «rendo invisibile (H) in luogo protetto (B) ciò che conduce in alto», e il libro della Genesiprecisa che era un «pastore», uno che tiene a bada le greggi. Era il prediletto del Dio-Signore, di YHWH, che sempre sembra amare chi tiene a bada gli altri. Caino invece, come sapete (v. la puntata 12), era un appassionato della ’adamah, dei nuovi territori della conoscenza: e quel fratello-pastore lo opprimeva, lo deprimeva, lo frenava… esattamente come in ciascuno di noi un ereditario bisogno di sicurezza, di conformismo, di sottomissione alla pastorizia opprime gli slanci del nostro desiderio di crescere. E ben presto Caino eliminò Abele, il che tutti dobbiamo fare in noi stessi, se vogliamo scoprire qualcosa di più di quel che ci è stato insegnato da pastori, preti, professori e da altri abeli del genere. Questi stessi abeli ci hanno spiegato che poi Caino si pentì e Dio lo castigò, ma anche questo è falso. Secondo le versioni consuete, dopo il fratricidio Caino disse a YHWH:

Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! Ecco, tu mi scacci da questo suolo e io dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere.

Genesi 4,14

Ed è più o meno ciò che l’Inquisizione voleva che Galileo (un celeberrimo Manaqe’el) dichiarasse pubblicamente. Ma è una traduzione sbagliata. In realtà il testo qui dice:

Troppo grande è la mia disobbedienza, perché si possa purificare! Ecco, tu mi vieti ora l’’adamah, ma da te io mi nasconderò sempre, e fuggendo continuerò a esistere nell’’adamah, io, zoppo! E mi uccida pure, chi mi incontri!

Una risposta fiera, combattiva, specialmente se tiene presente che «zoppo» sia nella Genesi sia in altre tradizioni antiche, era sinonimo di «iniziato». E YHWH ne rimase perplesso, e disse fra sé la famosa frase:

«Se anche lo dovessero uccidere, questo Caino si rialzerà sette volte più forte!..» E YHWH mise un segno su Caino, perché chiunque lo trovasse non lo potesse colpire.

Genesi 4,15

Prese atto, cioè, del coraggio di Caino e della sua pericolosità per l’ordine costituito, e preferì fare in modo che non lo colpisse, perché le persecuzioni non rendessero i Caini ancor più forti e coraggiosi di quel che già erano. Poi, nel mondo, quel «segno» si perse e i Caini colpiti e bruciati sul rogo furono molti. Ma fortunatamente non sono mai mancati del tutto.

Continua

14/02/09
38_letter

2 commenti a “38. IL SEGRETO DI CAINO”

  1. Jon Toader

    Nulla avviene per caso. Io sono da sempre alla ricerca di risposte e che nessuna chiesa ha mai potuto dare. Un giorno, per caso, ho ascoltato alcune tue considerazioni sulla Gnosi. Ecco, mi sono detto, ho incontrato qualcuno che mi può aiutare! Ti ho seguito le tue conferenze trovandone grande giovamento! Grazie… Mi piacerebbe però che i tuoi studi sulla spiegazione dei testi ” sacri” e qui comprendo anche quelli gnostici fossero maggior così aiuteresti molti di quelli come me a riflettere, a considerare una realtà diversa ed uscire dalla propria stolidità. Di nuovo grazie.
    Jon

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  2. Jon Toader

    La tua descrizione di caino mi affascina perchè è come vedermi in uno specchio . A scuola, nell’Iliade tifavo per Ettore, anche se lo sapevo sconfitto, perchè era quello che che si opponeva, “nudo” al potere di Achille e ha preferito la morte anziche sottomettersi. Così Caino ha preferito l’esilio, la tribolazione all’essere soggiogato ad una situazione che non era la sua.

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