Istruzioni per gli Angeli

Ecco qua alcune brevi «istruzioni per l’uso», a commento della sezione ANGELI (e colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Frassinelli, che ha concesso a anima.tv di utilizzare alcuni brani di un mio recente libro sull’argomento). Con il link che trovate qui sotto, potete scoprire quali Energie angeliche agiscano in ciascun giorno dell’anno, e in che modo le Energie del giorno in cui siete nati determinino certi aspetti della vostra personalità, dei vostri naturali talenti, della vostra vocazione, a voi già nota o magari ancora segreta. La fonte di queste corrispondenze tra i giorni e il destino si trova nelle tradizioni della Qabbalah, antiche e densissime; e appunto in queste tradizioni vorrebbe spaziare il mio blog. Ciò che ne dirò qui sarà molto semplice, vi garantisco; ma, naturalmente, «molto semplice» non significa molto facile.

Come forse vi sarete già accorti nelle vostre personali ricerche spirituali, le cose semplici sono spesso, per la moderna mente razionale, le più complicate.

E a mio parere c’è un solo modo di scoprirle, di intenderle meglio: non aver paura di diventare anche noi più semplici, più intuitivi, più liberi dalle nostre complicatissime abitudini di pensiero. Non aver paura di allontanarsi da quel che a molti, oggi, sembra vero, necessario, logico, o magari intangibile; non aver paura, soprattutto, della nostra capacità di sentire, scoprire, esperire semplicemente l’invisibile attraverso i simboli che lo narrano.

Igor Sibaldi

Igor Sibaldi

30. COME SANTA LUCIA

Yeyale’el, che regna in questi giorni, è un po’ la Santa Lucia dell’Angelologia. Ha e dà il dono del vedere chiaro e lontano: un vero toccasana, per chi abbia cominciato a liberarsi del passato. A proposito di Santa Lucia, nella tradizione popolare catalana c’è una Madonna che le somiglia molto: la cosiddetta Madonna dai Begli Occhi, venerata in Catalogna, a Gerona – che, tra l’altro, fu in passato una delle capitali della Qabbalah, ed è la patria dell’amato Bernad-Thermes, in arte Haziel. Si chiama Madonna dai Begli Occhi perché pare conceda la grazia di vedere il mondo con ottimismo: di apprezzare molto ciò che è bello, e di non dar peso al brutto. Fate perciò una puntatina alla cattedrale di Gerona, se vi capita. Ne vale la pena.

Tornando a Yeyale’el, il suo potere visivo ha un significato molto speciale, direttamente connesso sia con la liberazione dal peso del passato, sia anche con la vostra personale possibilità di incontrare veramente un Arcangelo. Ora provo a dirvelo. Bisogna innanzitutto sapere che ogni Coro angelico ha, nella tradizione, un suo ben preciso colore delle ali. I Principati, per esempio, hanno il colore rosso. I Serafini, il violetto. I Troni, il grigio-mercurio. Gli Arcangeli hanno invece ali multicolori – e così vengono appunto raffigurati, spesso, nella pittura sacra. Multicolori sta a significare, in realtà, di TUTTI i colori, e indica un modo di percepire la realtà assai diverso da quello a cui ricorriamo di solito. Di solito, nella realtà noi guardiamo e vediamo soprattutto i contorni delle cose. Spigoli, angoli, limiti. Ma i contorni delle cose sono il PASSATO delle cose stesse: sono, appunto, i limiti entro cui il passato le ha costrette. Un albero, dopo varie traversie del suo passato, è diventato una sedia, o un tavolo, o magari un burattino, perché così l’hanno tagliato. Allo stesso modo anche voi siete diventati i tali o i tal’altri, perché così ha voluto il vostro passato. Ora, invece, proviamo a guardare il mondo in modo arcangelico: focalizzando l’attenzione non sui contorni, ma solo sui colori. E non su un colore soltanto, ma su tutti. Proviamo a vedere nel mondo i colori e basta. Uno, due, tre, via!

*

È difficile? Sì, è vero. Dà una leggera vertigine e subito si torna a guardare i contorni. È una grazia troppo intensa, concessa da quella Madonna di Gerona: è tutto TROPPO BELLO, se si guardano i colori soltanto. Non c’è più niente di brutto. E tutto diventa terribilmente, vertiginosamente ADESSO, qui e ora: sia le cose, sia le persone, sia anche tu. Ecco, quella vertigine è precisamente la soglia dalla quale un Arcangelo può cominciare a parlarvi (non con le parole, s’intende: anche le parole sono contorni. Gli Esseri celesti parlano solo con i contenuti, con i colori dei significati).

Chi sa un po’ di neurologia, avrà certamente intuito che in questo esperimento dei colori si manovra l’equilibrio tra emisfero sinistro (che vede appunto i contorni) ed emisfero destro (che vede i contenuti). Ed è proprio così. È lo stesso esperimento che fece Gesù con i discepoli che pescavano poco, quando disse «Buttate le reti A DESTRA della barca e troverete» (Giovanni 21,6). Fecero infatti una pesca notevole, aprendo gli occhi a destra. Riprovate, quando avrete un problema, un dubbio, e provate a reggere alla vertigine.

continua

6/01/09
santalucia

2 commenti a “30. COME SANTA LUCIA”

  1. Lina Foti

    da qualche anno ho perso la vista . i miei occhi fisici si sono fatti da parte per permettermi di vedere oltre i contorni ed i limiti. ho notato che nel trovarmi di fronte ad un interlocutore , non immagino (nel caso si tratti di un primo incontro) nè mi sforzo di ricordare (se si tratta, invece, di una conoscenza della mia vita di prima) i lineamenti. ciò che appare ai miei “nuovi” occhi è un colore… questo assume varie sfumature , suggerite , forse, dal tono della voce o magari da un’intuizione personale. pensavo si trattasse di un mio vezzo, ma , leggendo questo articolo, ho capito che c’è dentro molto di più. colgo l’enigma e e comincio a lavorare alla sua soluzione.
    grazie .

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    • Michele

      Salve Lina,
      molto bello il commento che hai scritto. A distanza più di due anni ti chiedo: come va con la soluzione dell’enigma che avevi colto? Dai presupposti di partenza chissà quali interessantissime scoperte avrai fatto!
      Ciao

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