Istruzioni per gli Angeli

Ecco qua alcune brevi «istruzioni per l’uso», a commento della sezione ANGELI (e colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Frassinelli, che ha concesso a anima.tv di utilizzare alcuni brani di un mio recente libro sull’argomento). Con il link che trovate qui sotto, potete scoprire quali Energie angeliche agiscano in ciascun giorno dell’anno, e in che modo le Energie del giorno in cui siete nati determinino certi aspetti della vostra personalità, dei vostri naturali talenti, della vostra vocazione, a voi già nota o magari ancora segreta. La fonte di queste corrispondenze tra i giorni e il destino si trova nelle tradizioni della Qabbalah, antiche e densissime; e appunto in queste tradizioni vorrebbe spaziare il mio blog. Ciò che ne dirò qui sarà molto semplice, vi garantisco; ma, naturalmente, «molto semplice» non significa molto facile.

Come forse vi sarete già accorti nelle vostre personali ricerche spirituali, le cose semplici sono spesso, per la moderna mente razionale, le più complicate.

E a mio parere c’è un solo modo di scoprirle, di intenderle meglio: non aver paura di diventare anche noi più semplici, più intuitivi, più liberi dalle nostre complicatissime abitudini di pensiero. Non aver paura di allontanarsi da quel che a molti, oggi, sembra vero, necessario, logico, o magari intangibile; non aver paura, soprattutto, della nostra capacità di sentire, scoprire, esperire semplicemente l’invisibile attraverso i simboli che lo narrano.

Igor Sibaldi

71. LA SEPHIRAH SEGRETA

3/08/09

56_Albero_Vita2Tra il primo e il secondo ‘Olam c’è anche un luogo segreto, a cui ho già accennato fuggevolmente qua e là. È la Sephirah Da‘ath, cioè la Sfera della Conoscenza. Come vedete dall’illustrazione, si trova proprio sul confine tra le due Dimensioni, sull’asse centrale: ed evidentemente una posizione importantissima, eppure pochi ne parlano; in alcune raffigurazioni dell’Albero è segnata appena, talvolta con una circonferenza tratteggiata, e in altre manca del tutto.

È infatti un punto molto delicato: lì cresce lo ‘Ets ha-Da‘ath«l’Albero della conoscenza» del bene e del male, che pose tanti problemi al Dio-Signore, all’adam e a tutti i teologi d’Occidente e del vicino Oriente. Lì YHWH aveva posto il suo tabù, lì giunse la ishah, e poco più sopra – tra i Cherubini – fu posto il Guardiano della soglia, con il compito di vietare all’umanità l’accesso a un’immagine complessiva dell’Albero della Vita… È un luogo traumatico, insomma.

E non per nulla il senso di giustizia caratterizza gli Angeli della Quarta Sephirah, e fa sì che almeno tre di essi (l’Angelo di ieri, Ha’a’iyah; l’Angelo di questi giorni, Yerathe’el; e l’ultimo delle Dominazioni, Washariyah) siano grandi cacciatori e castigatori di colpevoli: nessuno sa vedere le colpe altrui meglio di chi senta in se stesso una qualche colpa profonda… «Ci vuole un ladro per acchiappare un ladro», dicono gli anglosassoni! È come se davvero sulla Quarta Sephirah (e anche sulla sua gemella, la Quinta, come vedremo) pesasse più che su tutte le altre il ricordo di quella prima violazione di un comando divino.

E il coraggio che le Dominazioni insegnano può essere interpretato, a sua volta, sia come il coraggio che occorse all’adam, quando venne scacciato dall’Eden e si incamminò verso la sua esistenza terrena, sia anche come il coraggio che occorre a chiunque voglia risalire, attraverso la Sephirah Da‘ath, verso quel Cherubino-guardiano eaffrontare la sua spada-specchio (v. la puntata 55). In entrambi i sensi, secondo la Qabbalah, la Conoscenza richiede un coraggio molto speciale. È più rassicurante, più facile, rassegnarsi a non conoscere, e anche le Scritture lo confermano: scrive, per esempio, Salomone

Nella molta sapienza (Khokhmah) vi è molta collera. E chi accresce la conoscenza (Da‘ath) accresce il dolore.

Qoheleth 1,18

C’è bisogno di spiegare perché? La ricerca di Da‘ath non sfida soltanto i divieti, la gelosia, l’invidia anche, di YHWH, ma irrita inevitabilmente anche la maggioranza degli uomini. Dice Don Juan, il maestro di Castaneda:

Credi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare queste prove? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. E non perché non ti credano… Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale…

C. CASTANEDA, Il lato attivo dell’infinito,

Milano 2000, p.242

Tutti gli uomini sanno un po’, tutti sono passati dalle dieci Sfere, e hanno serbato frammenti e bandoli di Da‘ath in fondo ai loro pensieri: ma HANNO PAURA di ricordare e di ritrovarli, e la paura rende facilmente feroci. Il coraggio che le Dominazioni vi hanno insegnato è anche quello di fronteggiare e di ignorare tale ferocia, e di non restarne contagiati, quando cominciate anche voi a ricordare.

Continua

Commenta l'articolo tramite Facebook