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35. ALTRI RICCHI

30/01/09

Altra ricompensa promessa a chi prova a essere libero: un’irrefrenabile vitalità e abbondanza di talenti, e in primissimo luogo il dono di saper accumulare e usare il denaro. Il generoso ‘Anawe’el dona infatti il coraggio ditogliere il tabù sulla ricchezza: tabù terribile e perfido, che assume tante forme una più insidiosa dell’altra – dalla ripugnanza che i dilettanti di spiritualità provano nei riguardi del denaro, alle forme ossessive di accumulazione (quell’amore per i soldi che ti fa perdere la gioia, la serenità e alla fine anche l’anima), fino al famoso panico da capitale, che spinge tanta gente a sprecare il più in fretta possibile il denaro che ha, per potersi esaurire poi nello sforzo di guadagnarne ancora. Sono tutte espressioni di disarmonia e, anche, di viltà. Non per nulla, nei Vangeli, si narra che fosse proprio Giuda a tenere la cassa, quando Gesù e gli apostoli giravano predicando. E vi è un episodio molto interessante, riguardo a quella cassa: nel Vangelo di Giovanni (cap.12) si trova una versione non ben conservata, mutila e contraddittoria, dell’incontro di Gesù con la Maddalena (il Vangelo di Giovanni venne crudelmente tagliato e manipolato ai tempi di Tertulliano). La Maddalena, come si sa, era molto ricca, e una sera, con grande audacia, carezzò e baciò in pubblico i piedi di Gesù, ungendoli di profumo costoso.

35_maddGiuda obiettò che quell’unguento valeva almeno trecento denari e che sarebbe stato meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri, invece di adoperarlo a quel modo. Potete facilmente immaginare, da questa obiezione, che tipo fosse Giuda: severo, rigoroso, imbronciato, scarso di sorrisi, acido anche, ed evidentemente molto deciso a far colpo su Gesù – con conseguente gelosia per quella donna che gli si avvicinava troppo. Gesù rispose una frase che a molti suona strana: «Lasciatela fare… I poveri li avete sempre con voi. Me, non mi avete sempre».

E il significato di questa frase è ancor più sorprendente se si considera che (ne abbiamo tanto parlato nella scorsa stagione) tutte le volte che Gesù nei Vangeli dice «io», sta parlando del tuo «io» più grande. Dunque voleva dire che il tuo «io» più grande va trattato bene? Che se ami il prossimo come te stesso, sia tu sia il tuo prossimo avrete ottimo vantaggio dal fatto che tu impari a spendere per te stesso?

Non vedo altra interpretazione possibile. E d’altra parte Gesù era molto rimproverato, ai suoi tempi, perché spendeva troppo in feste:

Gli dicevano: «Perché i discepoli di Giovanni digiunano spesso, e così pure quelli dei farisei, mentre i tuoi mangiano e bevono tanto?» Gesù rispose: «Potete far digiunare gli amici dello sposo, quando lo sposo è con loro?»

Luca 5,33

Gesù era dunque assertore d’un atteggiamento verso la ricchezza, che oggi molti chiamerebbero «spreco» e altri, più saggiamente, «abbondanza». I suoi «miracoli» alimentari sono celeberrimi: Cana, le moltiplicazioni dei pani. Che straordinaria abbondanza e generosità! La sua esortazione a fidarsi della provvidenza, come i gigli e gli uccelli, lascia sgomenti oggi come duemila anni fa. Non aveva il tabù del denaro, e io credo fosse proprio perché poteva parlare del suo «io» come se fosse il tuo. Non aveva – e insegnava a non avere – quella che Carlos Castaneda chiama «importanza personale». Non pensava a se stesso come a forziere, ma come a una porta aperta. Chi si è liberato dal passato è precisamente così (e appunto perciò Gesù aveva troncato tanto nettamente con la famiglia): trova, ottiene, dà, confida, chiede, riceve, trova, ottiene, dà e via dicendo. E ciò vale, naturalmente, per tutte le forme di ricchezza – anche, ad esempio, per la ricchezza di sentimenti, di idee, di creatività, di conoscenza. Di certo si vive e si fa vivere molto meglio, così. Ma per arrivarci, sapete già qual è la condizione: bisogna staccarsi dal passato, da ciò che troppe volte hai visto fare a troppi altri.

P.S. Un consiglio di lettura, riguardo al principio dello spreco: Il limite dell’utile, di Georges Bataille, ed. Adelphi. Ai «protetti» di ‘Anawe’el piacerà di sicuro.

Continua..

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