La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

7.L’EQUANIMITA’ DEL GUERRIERO

Nella mia concezione il guerriero che combatte spinto da una motivazione esterna, un torto subito, un dolore, etc,continua a restare intrappolato nell’ego. Sicuramente reca con sé sentimenti di vendetta o di rivendicazione che inquinano la sua motivazione.

arcobL’Aspirazione non nasce da questi sentimenti, ma sempre dall’Essenza.

Comprendere questo è fondamentale, altrimenti si resta sul piano dell’uomo meccanico, retto dalle passioni. Non è una condanna a questo modo di agire, ma una precisazione.

Anche l’ombra ha una funzione di stimolo, ma l’intento del guerriero resta fermo sulla sua trasformazione, altrimenti si finisce col giustificarla, darle una più nobile spiegazione, restare sul piano della personalità, anche se su un piano più raffinato.

Il guerriero non vive di dramma. Il dramma può essere un punto di partenza, ma comunque appartiene allo spettacolo dell’ego, se non viene trasformato. Il tormento può rendere romantico un personaggio di un film con cui è più facile identificarsi, ma il senso di “essere guerriero” è realizzare l’equanimità che è un’altra delle qualità dell’essenza.

Batman e Braveheart non sono guerrieri, come lo si intende nella tradizione.

L’apprendista guerriero, progredendo nel suo cammino, va verso la serenità, la quiete, anche quando in superficie c’è ancora qualche tempesta.

Forse devo precisare che ci sono diversi livelli di guerrieri e che ad ogni livello corrisponde un modo d’essere. Si va dall’aspirante guerriero, all’apprendista guerriero, al guerriero integrale. Ciò significa che il rapporto con il dolore e la paura si modifica in funzione dello sviluppo della coscienza del guerriero: riconoscere e sentire il dolore e la paura, esprimerli senza perdersi, gestirli, trasformarli.

Il nemico occulto di cui parla Coelho è solo strumentale, poi va superato. Il guerriero non ha il senso del nemico;è amico del nemico, è amico dell’ombra, anche quando li combatte. Non c’è odio, non vuole riparare un torto: se fosse mosso da ciò sarebbe ancora nella logica dell’ego.

continua

10/10/08

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