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48. IL GUERRIERO E LA FIGURA DI CRISTO

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Credo profondamente che sia esistito un Essere di splendida levatura che si sia manifestato sulla nostra Terra circa duemila anni fa e che sia stato un vera incarnazione del Principio Assoluto dell’Amore.

Al di là delle numerose teorie in cui si dice tutto ed il contrario di tutto sull’esistenza di questa persona e sulla sua vita storica, certamente solo una Forza eccezionale poteva lasciare un segno così profondo nella storia dell’umanità.

Leggere i Vangeli, anche quelli che sono stati dichiarati apocrifi con l’attitudine aperta ed attenta del ricercatore dà la possibilità di cogliere verità essenziali che devono essere patrimonio di tutta l’umanità, principi etici e trans-religiosi che non devono appartenere ad un’unica religione.

Cristo insegna al Guerriero l’Amore, ma soprattutto la compassione ed il perdono.

Insegna l’accoglienza, la carità autentica, il valore dell’umanità e della dignità.

Cristo si scaglia contro le ipocrisie (i sepolcri imbiancati), contro la mercificazione (la sua ira nel tempio), contro i giudizi (chi è senza peccato scagli la prima pietra), contro la violazione dell’innocenza infantile (Guai a chi scandalizza un bambino!).

Cristo si concede la paura (Signore, se puoi, allontana da me questo calice amaro), lo sconforto (Signore, perché mi hai abbandonato). Cristo perdona (Perdona loro perché non sanno quel che fanno). Cristo invita i discepoli a vegliare (ma si addormentano nell’orto di Getsemani). Cristo insegna l’umiltà (lava i piedi dei suoi discepoli nell’ultima cena).

Cristo dice: A cosa servono tutte le ricchezze del mondo se poi si perde l’anima?

Cristo incarna tutte le virtù che il guerriero tenta e ritenta di realizzare, cadendo molte volte (come Cristo portando la croce).

Questo è il Cristo vero a cui affido il mio Cuore!

Continua

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