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68. IL GUERRIERO E LE PAROLE

68. IL GUERRIERO E LE PAROLE

Credo di essere magnanimo dicendo che l’80% dei discorsi che vengono fatti siano totalmente inutili. Le persone si incontrano e parlano, parlano… raccontano le cose più insignificanti, come se bisognasse riempire a tutti i costi il silenzio. Parlano per mostrare la loro importanza, il loro successo, il loro valore. Parlano per ore di cosa hanno mangiato nei vari ristoranti, parlano per denigrare altre persone, parlano dei fatti sociali con il loro buon senso. Tutto viene banalizzato, triturato, reso senza sapore. E’ una noia mortale andare alle feste, alle riunioni, alle cene… Si può passare una intera serata a sviscerare il tema del divorzio di Berlusconi per coglierne le profonde implicazioni sociologiche… Nessuno ascolta nessuno, ognuno cerca di infilare la sua battuta che gli regali un secondo di visibilità. Tutti si guardano bene dal dire qualcosa di veramente intimo.

Peggio ancora se si affrontano i discorsi profondi, quelli psicologici, quelli esistenziali, quelli religiosi; la riunione si trasforma in un campo di battaglia, con schieramenti, agguati, vittime e cecchini. Alcuni parlano come se fosse questione di vita o di morte. Si scatenano le ire, le indignazioni e le sentenze. Ognuno ha in mano la verità e tenta in tutti i modi d’imporla agli altri.

Il guerriero trova tutto ciò estremamente faticoso ed inutile. Per lui le parole hanno un vero potere ed una forza. Devono essere usate consapevolmente con l’autentico desiderio di condividere e comunicare. Non entra mai nelle polemiche, anche se sa apprezzare l’umorismo di cui si fa portatore.

I discorsi vuoti rubano molta energia e offuscano la coscienza.

Continua..

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