La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

159. IL GUERRIERO E LA CAVERNA DEL CUORE

159Dopo molti anni di ricerca interiore ho raggiunto una certezza che non è frutto di speculazioni intellettuali e filosofiche, ma mi si è radicata nel corpo e nella percezione quotidiana dei momenti di vita più semplici: non c’è autentica trasformazione se non si “apre lo spazio del Cuore”.

“Hai fatto la scoperta dell’acqua calda”, molti potrebbero dire, ma una cosa è leggerlo sui libri dai grandi Maestri, ed un’altra cosa è sentire che questo bocciolo si schiude con commozione nel silenzio denso di quiete, come un sorriso nel petto, il sorriso delicato di un fanciullo sapiente che ti prende per mano.

Molti pensano che l’apertura del cuore sia un avvento trascendentale, necessariamente collegato a lunghe ed estenuanti meditazioni, a digiuni prolungati e discipline ascetiche…
E se proprio questo preconcetto fosse la causa che impedisce lo schiudersi del Loto del Cuore?

Nella mia piccola esperienza di ricercatore invece è la sadhana del quotidiano, l’attenzione consapevole su un tram o per le strade di una città, lo sguardo attento sui volti degli altri, riconoscendoli come esseri umani, la compassione di sé e degli uomini che corrono affannati, la presenza nel respiro del Cuore, l’anelito incessante, lo sviluppo di in osservatore che vede senza giudizio le mille, continue, piccole miserie dell’ego, che consente l’apertura del Cuore.

Il lavoro psicologico unito alla ricerca spirituale, osservatore e testimone, meditazione silenziosa ed attiva, coscienza del corpo, respiro consapevole, devozione e gratitudine, fiducia… ecco gli ingredienti da mescolare sapientemente, direi quasi con rigore, per la nostra sadhana dell’apertura del Cuore.

Il Centro del Cuore è soffocato in ognuno di noi da tonnellate di detriti della nostra storia personale: i conflitti, le pene, le invidie, i bisogni. Non si può immaginare dunque di camminare verso l’apertura del cuore ignorando il nostro ego, o conoscendolo soltanto intellettualmente. L’ego va sciolto nel corpo e nelle emozioni.

Sotto questo strato, che è quello del centro emozionale del Cuore, c’è il vero è proprio centro del Cuore, lo spazio che connette, il vuoto pieno che sottende la nostra esistenza individuale e la collega alla più ampia rete dell’universo, e ci fa già essere nell’essere.
Lì esistiamo già ora.

31/05/11

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