La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

161. IL GUERRIERO RISCHIA DI ESSERE INDULGENTE CON SE STESSO

La qualità dell’umiltà caratterizza certamente il guerriero. Essa si manifesta nella capacità di vedere i propri limiti, di saperli osservare con equanimità e di accoglierli. Ma non ci si può fermare a questo punto. Il processo precedente serve a compiere il passo successivo che consiste nel superarli, trasformando quelle parti di sé.

La sottile insidia nell’ego consiste nello scivolare senza quasi accorgersene in una forma di permissivismo, di compiacimento del proprio stesso limite.

161Non bisogna quasi “diventare orgogliosi” del proprio fumare, del proprio bere, del proprio mangiare e di tutte le altre infantilità che governano la nostra vita.

Mère prendeva in giro gli integralisti a qualsiasi livello: i vegetariani estremi, i salutisti estremi, gli ascetici estremi. Anche queste forme sono una dipendenza…se non nascono da una vera ed autentica aspirazione…e diventano invece regola rigida.
Ma non bisogna cadere nel pericolo opposto: godiamoci la vita… mangiamo, fumiamo, beviamo e quant’altro!

Sri Aurobindo, Mère e moltissimi veri Maestri in effetti applicavano spontaneamente le regole della misura; essi erano parchi e rispettavano il corpo come espressione divina. Io non vado certo fiero di me per le mie abitudini alimentari e per gli altri attaccamenti. Viene un momento nel percorso evolutivo che bisogna fare un salto quantico.

I primi tre fattori dell’ottuplice sentiero del buddhismo theravada sono: Retta parola, retta azione, retta vita.

La retta parola consiste nel non ferire gli altri e nel non parlare male.
La retta azione consiste nel non nuocere a noi stessi, al nostro corpo con l’alimentazione, la sessualità compulsiva, il fumo il bere, etc. e nel non nuocere agli altri.
La retta vita consiste nel procurarsi il proprio sostentamento onestamente, senza danneggiare gli altri, né privarli di qualcosa.

Questa parte dell’insegnamento non può essere ignorata perché è un caposaldo della via spirituale. Molti invece prendono solo la meditazione come strumento del dharma e non cambiano niente della propria vita.
Senza la compassione, la gentilezza del cuore e l’abbandono progressivo degli attaccamenti, ci si illude di essere sulla Via.

14/06/11

Commenta l'articolo tramite e-mail

Messaggio (max 2000 caratteri)Tutti i campi sono obbligatori. L'e-mail non sarà pubblicata

Commenta l'articolo tramite Facebook