La Nobile Via del Guerriero

Il Guerriero è il simbolo dell’uomo nobile e coraggioso che cerca con autentica sincerità la sua essenza, non solo per se stesso, ma per risvegliare nuova coscienza nella Terra.

Ognuno di voi può fare questa scelta e iniziare a VIVERE.

Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone

219. IL GUERRIERO È AL SERVIZIO DELLA TERRA

Inizialmente la ricerca interiore e il cammino spirituale sono intrapresi per la crescita personale. Anche se la spinta nasce da un sentimento autentico, il fine è orientato verso se stessi. Conosci te stesso e conoscerai l’universo e Dio è certamente il punto di partenza fondamentale.

Finché si è completamente centrati sull’ego, ovvero sulla propria personalità, siamo come delle canne al vento che passano da un personaggio all’altro e da un copione all’altro.
Ma quando l’esperienza di uno spazio di coscienza non più identificato con l’ego acquista una maggiore sostanza e si avverte la pienezza dell’essere, ecco che le barriere iniziano a svanire e diventa sempre più chiara la percezione di unione con gli altri esseri viventi.
Questo è il punto di svolta del nostro cammino: la ricerca spirituale si orienta verso la Terra con ogni singola manifestazione di Vita. Ci sentiamo ormai una goccia d’infinito, umilmente riconoscenti di essere ammessi a questa grande festa, a questo banchetto sacro.
Il primo modo della pratica è quindi il proprio benessere personale e il secondo il benessere collettivo.

La pratica consiste nella passare dal primo modo al secondo“, dice Charlotte Joko Beck. “Ma connaturato alla pratica c’è un trabocchetto: con ogni probabilità ci sentiremo meglio, più a nostro agio. Potremo sentirci più a posto con noi stessi. Tenderemo ad essere più in salute perché non puniremo il corpo con troppe tensioni. Questi cambiamenti potrebbero confermarci nell’equivoco che il primo modo sia quello giusto, che la pratica serva a migliorare le nostre condizioni di vita. In realtà i vantaggi che ne ricaviamo personalmente sono accessori. perché il vero punto della pratica è servire la vita al meglio delle nostre possibilità. (…) Sono in grado di giudicare la bontà della pratica di uno studente vedendo il grado d’interesse che sviluppa per gli altri…” (Niente di Speciale – Ubaldini, pag 47,48)

Se questo secondo modo non si sviluppa siate certi che è un segnale evidente che state sbagliando strada, o seguendo un insegnamento che incentiva il vostro narcisismo spirituale o una guida che si è cristallizzata sul suo potere personale (cosa assai frequente), o mal interpretando gli insegnamenti che ricevete.
Avere un buon insegnante è più importante di quanto si possa pensare in questo periodo di affermazione di libertà assoluta (che in realtà non esiste)! E’ di moda l’idea del maestro interiore che ci guida per cui non abbiamo bisogno d’altro. Che illusi! Ma davvero pensate che il maestro interiore si sviluppi così, su due piedi, quasi fosse una qualità già attiva in ognuno?

Il maestro interiore esiste, ma prima di riconoscere la sua voce (che è la voce della nostra essenza) bisogna faticare anni e anni per ripulire l’ego che offusca ogni voce interiore. In questa fase una guida è necessaria. Successivamente si può cominciare a camminare totalmente sulle proprie gambe.
Personalmente io ricorro, in vari momenti della mia vita, a delle persone che sono più avanti di me… e vi assicuro che c’è sempre qualcuno più saggio di noi.

“Diventando sempre più chi siamo davvero, serviamo automaticamente gli altri”
(Charlotte Joko Back).

11/12/12
219. IL GUERRIERO È AL SERVIZIO DELLA TERRA

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