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238. IL GUERRIERO E LA PSICOLOGIA DELLA NUOVA COSCIENZA

Essere ateo o spirituale, credente o agnostico, non so proprio cosa voglia dire. Sono ormai soltanto parole che cambiano di significato in base all’ideologia di chi le pronuncia e delle organizzazioni che sono dietro di esse.

Ormai usiamo un mare di parole, ci riempiamo la bocca di concetti per nascondere la nostra ignoranza. Nessuno dovrebbe più parlare se le sue parole non nascono da chiare esperienze, non sporadiche, ma che ormai sono diventate consapevolezza.

Ci sono uomini atei che sono spirituali e uomini spirituali che sono atei… perché appunto si è perso il senso dei significati.

Nella Psicologia della Nuova Coscienza si parlerà di esperienze di fatto, non di teorie. Gli insegnanti veri saranno coloro che forniscono strumenti ai loro allievi per poter verificare su di sé le trasformazioni e per scoprire nuove possibilità e nuove conoscenze.

Nessuna verità serve se resta sospesa in aria, fumosa, teorica. Insegnare verità che non possano essere vissute crea dei proseliti. Il guerriero sperimenta ogni sua piccola verità con il corpo; per la precisione, con la consapevolezza del corpo. Non ci saranno uomini spirituali o materiali, credenti o non credenti, ma individui coscienti di sé e del Sé, con un corpo cosciente e raffinato, capace di incarnare l’intensità e la potenza dell’essenza.

Saranno destinati finalmente a scomparire tutti quei guretti, tronfi nel loro ego di “illuminati”, che portano su strade di ricerca sbagliate coloro che sono agli inizi del loro cammino di Uomini Nuovi.

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2 commenti su “238. IL GUERRIERO E LA PSICOLOGIA DELLA NUOVA COSCIENZA”

  1. Grazie Roberto per le quello che porti. Lo sento profondamente vero e reale quello che dici: essere corpo porta in un’esperienza unica, si sgretolano i valori conosciuti e si trovano modalità di vita che non hanno necessità di essere spiegate perchè semplicemente sono…e si vede il film nel quale si può vivere stando in un’altro spazio, non corporeo. Lo vedo nelle persone intorno a me, perchè sto riconoscendo il mio.
    Si abbattono delle barriere e nascono i confini naturali fondati in una sana sensazione di rispetto della vita….beh, non è proprio facile la convivenza con chi a tutto questo ci passa sopra….comunque, ne vale la pena. Miriam

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