L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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11. L’AMICIZIA

Il Buddha parlava di tre rifugi indispensabili per la liberazione: Buddha, Dharma e Sangha.

Prendere rifugio nel Buddha significa ricordarsi più volte al giorno della nostra essenza libera, vuota e nello stesso tempo conoscitiva e impregnata di amore. Detto in altre parole, vuol dire ricordarsi di riconoscere Dio in tutto e in tutti fino a che viene spontaneo arrendersi a Lui e riuscire così a vivere con gioia. La consapevolezza della Tenera Presenza (che la definiamo “vera natura della mente” o “Dio” non fa differenza), ci apre la porta del Regno dei Cieli.

Il secondo rifugio é il Dharma: l’insegnamento, le istruzioni per risvegliare la coscienza della propria essenza divina. Ovviamente per liberarsi è necessario sapere come fare senza mai dimenticarsene, e ci sonoinsegnamenti sacri e antichi come l’uomo, disponibili a tutti in ogni forma e tradizione. Basta scoprire la propria via e iniziare il prezioso cammino che passerà attraverso la vita quotidiana.

Prendere rifugio nel Sangha significa circondarsi di amici che condividono la stessa via di liberazione. Non è scontato trovare qualcuno con cui avere sia feeling sia lo stesso modo di mettere in pratica l’insegnamento. Avere vicino anche una sola persona di questo tipo è come aver trovato un tesoro… ecco il famoso detto! Non sto scherzando. Se frequentiamo continuamente persone che vanno nella direzione opposta alla nostra sarà molto difficile procedere a buon passo perché anche se non lo vogliamo avranno grande influenza su di noi.

11. L'AMICIZIAE’ sempre una questione di “giusta distanza“. Basta ascoltare ciò che un amico provoca in noi e sarà subito chiaro quale distanza tenere per continuare il nostro cammino fluentemente.

Tutti indistintamente meritano il nostro amore e la nostra cura, ma proprio per realizzare ciò è necessario comprendere qual è la giusta distanza da ognuno, quella cioè che ci permette di essere vivi; altrimenti sarà impossibile essere d’aiuto a chiunque, tantomeno a noi stessi. Con alcune persone ci sentiremo molto vivi, morbidi e leggeri, come se i nostri pesi diminuissero e la forza vitale scorresse naturalmente… ecco chi frequentare il più possibile.

Amicizia è camminare insieme verso la luce della nostra fonte e farlo attraverso i piccoli e semplici momenti quotidiani. Si genera e si condivide una sensazione che nutre l’anima e la si porta in ogni azione insieme. Non occorre fare qualcosa di speciale, è importante il modo in cui lo si fa.

A me piace camminare con la mia lupa grigia e se qualcuno dei miei amici viene a camminare con me è molto bello; qualcosa accade sempre… è come una magia perché quando la vita fluisce, tutto accade da sé.

12/08/11

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