L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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57. LA DISTANZA DELL’AMORE

In ogni rapporto c’è una distanza dall’altro che permette uno scambio proficuo. Come in un assalto di scherma è inutile portare avanti un’azione se non si riesce a trovare la misura giusta per toccare l’avversario, così nella vita è inutile pretendere di avere una buona relazione se non si comprende qual è la distanza appropriata dall’altro.

Non è per niente facile cogliere questa misura poiché in primo luogo presuppone la sincerità con se stessi.

Per esempio una mamma si lamenta del proprio figlio che non riesce a essere indipendente, ma lei per prima è iperprotettiva e nel suo cuore c’è il recondito desiderio di “tenere” il figlio stretto a sé. Sincerità vuol dire accorgersi dei reali movimenti interiori, di quella voce che dice: “Voglio che mio figlio sia dipendente da me per sempre”. Magari la ragione suggerisce l’opposto, ma noi siamo governati dalle voci interiori profonde e proprio di queste dobbiamo divenire consapevoli.

Oppure, un uomo “spirituale ed evoluto” che abbraccia tutte le donne carine che vede per “avere uno scambio d’anima”, quando invece è motivato da bassi istinti di attaccamento all’altro sesso. Non c’è nessun problema con gli istinti sessuali… basta chiamarli con il loro nome, è più onesto, allora è possibile averci a che fare anche in modo equilibrato.

Partire dalla sincerità è la prima cosa per divenir padroni dell’arte della giusta distanza.

57cb2Dovremmo cercare di sentire che tipo di scambio realmente vogliamo avere con l’altro e quindi comprendere che distanza mantenere per realizzare quello scambio. La giusta distanza è quella che ci permette di rimanere sinceri e aperti in uno scambio consono al nostro fine.

Se vogliamo aver un bel rapporto di amicizia con il nostro vecchio amico, dobbiamo chiederci per quanto tempo riusciamo con lui a essere aperti di cuore in uno scambio sincero. Se la risposta è uscirci a cena una volta la settimana, quella è la distanza giusta.

Se vogliamo avere un bello scambio con nostro figlio e noi vorremmo che ci raccontasse di sé tutti i giorni, mentre lui é disposto a farlo solo una volta al mese… dobbiamo essere consapevoli che quella è la sua giusta distanza e rispettarla. Il resto del tempo potremmo provare altre forme di condivisione che ci permettano di realizzare la nostra giusta distanza per rimanere aperti e sinceri.

Dobbiamo considerare anche il sentire dell’altro. Lo scambio gratificante avviene nell’incontro tra la giusta distanza di entrambi; trovare quel punto è una vera e propria arte fatta di prove ed errori, del mettersi continuamente in discussione e di perdono, del saper osare e del saper cedere… A volte semplicemente ci si può accorgere che lo scambio proficuo può accadere non vedendosi più per tutta la vita poiché le giuste distanze di entrambi proprio non coincidono in nessun modo.

E in una coppia… quanto è importante la giusta distanza?

È necessario ascoltare se stessi e l’altro, e fare di tutto per trovarla, altrimenti il rapporto è destinato a morire. Se la giusta distanza di lei, per esempio, è quella di un rapporto amichevole e quella di lui è invece quella di un rapporto di coppia… il malcontento è assicurato. Bisognerebbe in questo caso fare l’aggiornamento del programma “coppia” per comprendere se è possibile ancora trovare una giusta distanza di coppia o è meglio optare per una di amicizia… o di quasi amicizia. Ovviamente non ci sono regole ma un modo di sentire personale e soggettivo che va condiviso con l’altro per comprendere se si è sulla stessa lunghezza d’onda.

Non possiamo obbligare gli altri ad amarci; l’amore non va mai forzato con la pretesa, l’unica nostra difesa dovrebbe essere generare un amore ancora più grande anche se a volte questo vuol dire lasciar andare… Possiamo aprire il cuore a chiunque, anche a chi ci ha ferito, l’importante è trovare quella distanza che ci permette di farlo e che poi, proprio grazie a un cuore sempre più aperto, ci permetterà magari di avvicinarci maggiormente.

Il nostro obiettivo dovrebbe sempre essere quello di amare chiunque, ognuno con uno scambio diverso in accordo al ruolo che ha per noi. Nessuno dovrebbe rinunciare a un buon rapporto con l’altro e questo è possibile attraverso la sincerità e l’arte della giusta distanza, che è sempre quella che apre le porte all’amore.

1/08/13
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Un commento a “57. LA DISTANZA DELL’AMORE”

  1. davide

    Condivido appieno, sarebbe un ottimo argomento già nelle scuole, soprattutto di questi tempi, anzi direi che questi tempi chiamano l’argomento ” a gran voce”.

    Rispondi

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