Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

155. SAPERE O CONOSCERE?

 

Tutto il mio primo addestramento spirituale con il maestro del mio cuore, dai 14 anni in su, è stato sull’imparare ad accogliere quello che non riuscivo ad accettare. Attraverso la vita di tutti i giorni mi guidava nell’esperire le sue parole in modo che diventassero vive in me. Non era importante che io sapessi che dovevo accogliere ciò che temevo, ma dovevo farlo veramente. E per anni mi ha ripetuto la stessa cosa finché, passo passo, è entrata profondamente in me.

Mi insegnò una formula, ma la compresi solo a forza di sperimentarla. Quando c’era qualcosa che non volevo accadesse, sapevo che dovevo mollare quella resistenza e sentire con tutto il cuore senza paura e con la massima sincerità: “Io non lo vorrei ma sia fatta la Tua volontà”.

Il riuscire a sentirlo profondamente non era facile. Dovevo vivere infatti quel “sia fatta la Tua volontà” in ogni cellula del mio corpo, il che vuol dire mollare l’attaccamento a quel “voglio” con tutta me stessa. Non si può fregare l’Intelligenza Infinita… non si può pensare di aver mollato, occorre farlo veramente.

Quel “sia fatta la Tua volontà” è la comprensione del fatto che occorre passare il timone dalle mani dell’io a quelle di Dio… nostra vera natura intelligente.

Accogliere ciò che si teme non vuol dire soccombere ai soprusi, ma abbracciare la propria ombra per essere liberi di agire in accordo al proprio sentire, senza paura.

Di solito le persone nuove che vengono ai miei corsi, dopo che ascoltano un insegnamento, credono di averlo anche realizzato. Se viene ripetuto, una seconda volta, mi dicono: “Questo l’avevi già detto”… come per dire “che noia!”. Invece, ci sono altre persone che seguono i miei corsi veramente da tantissimi anni e ancora non se ne perdono nemmeno uno, nemmeno quelli dove vengono dette cose che hanno sentito 100 volte. E sempre mi dicono: “Ah, che bello, con ciò che hai detto oggi mi è sempre più chiaro, mi ci voleva proprio!”.

Un giorno, una monaca buddhista, parlando con me, era emozionata ed entusiasta nel sapere che il Lama del monastero avrebbe dato insegnamenti su un certo tipo di pratica preliminare base, con la quale iniziano i principianti e che la monaca stessa aveva ascoltato 100 volte. I suoi occhi brillavano e non vedeva l’ora di assistere agli insegnamenti. Io che ero ragazzina, e che invece volevo sempre ascoltare cose nuove, pensai: “Ma come cavolo fa?! Io al pensiero di ascoltare per ore ancora quel testo svengo!”.

Ecco, avete capito la differenza tra chi desidera conoscere veramente e chi vuole soddisfare solo l’ansia intellettuale.

I maestri antichi dicevano che per realizzare un insegnamento occorre ripeterlo e viverlo in sé per 100mila volte. Vivere in tutto il proprio essere il mollare la presa di un desiderio, per esempio, necessita di un numero spropositato di prove e ripetizioni affinché quella forma energetica venga compresa e integrata nella propria configurazione. Questo non deve scoraggiarvi, magari avete già accumulato ripetizioni nelle vite precedenti e siete alla 99.999-esima volta!

Insomma, nella nostra cultura si è un po’ persa la fiducia nella ripetizione di un processo interiore, di una pratica spirituale, perché si é abituati a nutrire più l’intelletto che la parte più profonda di sé. Se si è abituati ad alimentare solo il raziocinio, ogni ripetizione diventa noiosa. Ma se volete veramente nutrirvi di esperienza, ogni ripetizione sarà sperimentata nuova e diversa dalla precedente. Se oggi vedo lo stesso albero di ieri vuol dire che non ho mai visto l’albero veramente.

Se oggi vedo le cose allo stesso modo di ieri vuol dire che sono fermo nel viaggio interiore, o meglio, visto che non muoversi affatto è impossibile, che sto procedendo molto molto lentamente. Il che va anche bene così, eh?! Basta esserne consapevoli. Invece, spesso le persone vengono da me chiedendomi: “Come mai mi capitano sempre le stesse cose?”. E io rispondo: “Chiediti piuttosto come mai guardi alle cose sempre allo stesso modo!”.

Ci vuole tenacia ed energia per trattenere sempre lo stesso punto di vista! Il centro del nostro essere, quello spazio infinito di Amore e Libertà che siamo, ci attira a Sé ad ogni istante, ma noi abbiamo paura di perdere ciò che crediamo di essere e afferriamo tutto ciò che ci capita a tiro per non muoverci da quella falsa sicurezza. Ci opponiamo al cambiamento, ci opponiamo alla vita.

Ogni istante è intelligente e ci offre la massima possibilità per continuare a muoverci verso Casa, ma noi, no… crediamo di sapere cosa è meglio per noi.

Occorre allora lasciare che la vita ci offra continua conoscenza in modo da essere nuovi ogni giorno, così da poter vedere ogni giorno un mondo nuovo. Ogni insegnamento che ascolteremo più e più volte, sarà così compreso sempre più a fondo, con sfumature sempre diverse e meravigliose.

Non dimentichiamoci, quindi, mai della differenza tra sapere e conoscere, perché solo sperimentando e gustando in sé il messaggio che ogni momento ci ripete voleremo ad ali spiegate verso una libertà che non abbiamo mai nemmeno immaginato.

Carlotta Brucco

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