L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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82. IN CHE MODO DIAMO IL NOSTRO CONTRIBUTO?

Vivo in pienezza da tutti i punti di vista, non mi manca niente, ma sento la sofferenza del mondo. Noi qui in Italia ci lamentiamo, ma non siamo in guerra. O è meglio dire che ne viviamo una più sottile, non fisica, che uccide l’anima e non il corpo. Anche questo tipo di conflitto è terribile, sebbene  appaia meno cruento della guerra con le armi.

La violenza di questo mondo a volte prende risvolti incredibili e spesso ci coglie di sorpresa. Cosa devono provare quei genitori che si trovano tra le braccia il figlio dilaniato da una bomba? Credo che nei paesi in guerra le persone sentano il fiato della morte sempre sul collo. Probabilmente si chiedono se l’indomani rivedranno ancora lo sguardo dei propri figli. È difficile vivere così. È difficile sentire l’amore di Dio, della Vita, quando sei circondato da tanta cruenza.

Eppure c’è, quell’Amore c’è. Si vede e si sente l’odio, la violenza, la paura, il terrore, la morte… ma quell’Amore c’è. È una grazia sentirlo, ma qualcuno lo sente. Chi fa dimorare il proprio cuore nell’Amore – anche nella morte, nell’odio, nella vendetta – ha vinto tutto, è invincibile! Avere compassione non significa avere pena per l’altro che soffre, ma sentire che l’amore vince sempre.

Di fronte alla violenza, al sopruso, nasce spontanea la rabbia e il nostro cuore si chiude, ma facendo così lasciamo vincere il male. Ci viene invece chiesto di aver fiducia nell’Amore sempre, anche di fronte a ciò che la nostra mente non comprende.

Io non capisco tutto il dolore del mondo; mi sembra ingiusto, ma mi fido dell’Amore, quella forza che è la sostanza di tutto e tutti. È per me sempre una grande sfida, perché di fronte al dolore di un uomo, di una donna, di un bambino o di un animale, mi sento malissimo, ma cerco di non far vincere la chiusura che mi impedirebbe di amare.

L’amore che proviamo è sempre una luce per tutti e ci spinge all’azione. Cosa facciamo noi per tutto il dolore del mondo? In che modo diamo il nostro contributo?

Ci viene chiesto innanzitutto proprio di non chiudere il nostro cuore e poi di sentire quale azione potrebbe per noi andar bene in quel momento. Anche una preghiera impregnata di tutto l’amore che disponiamo è un’azione; non necessariamente dobbiamo partire per fare i volontari nei paesi in guerra. Ci sono tanti modi di agire e noi dobbiamo trovare il nostro. Ma quell’azione magica che arriva veramente all’altro richiede che tutto il nostro cuore dimori nell’amore; allora consola e arriva anche dall’altra parte del mondo perché è una forza al di là del tempo e dello spazio.

Una volta mi trovavo nell’eremo di Cerbaiolo a trovare Chiara, l’eremita che viveva al cospetto di Dio. Ero seduta nel coro della chiesetta in silenzio, quando ho sentito il dolore del mondo. Spontaneamente è sorta una preghiera dal cuore, il Padre Nostro, che ripetevo lentamente. Non erano importanti le parole quanto l’amore che le impregnava. Mi sentivo impotente, un nulla, e pensavo: “A cosa vuoi che serva a tutta quella gente la mia preghiera?”. Continuai comunque a ripeterla offrendola a tutti i sofferenti.

Dopo un po’ ebbi una strana e forte esperienza; iniziai a sentire Gesù che sussurrava anch’egli il Padre Nostro insieme a me e percepii chiaramente come quell’amore infinito che impregnava la preghiera arrivasse a tutti gli esseri del mondo indistintamente. Era come se fossi insieme a Gesù accanto a chi soffriva per portare profonda consolazione.

Mi trovai in una strana dimensione, difficile da descrivere. Sentivo che l’Amore non lascia solo nessuno, ma abbraccia tutti indistintamente con una tenerezza indescrivibile. Ho visto chiaramente che ognuno di noi viene cullato come un bambino tra le braccia della mamma e consolato sempre, sostenuto in ogni istante della sua vita.

Il nostro piccolo io non può fare molto per il mondo, ma l’Amore che siamo da sempre, e che sempre saremo, sì. LasciamoLo agire togliendoci di mezzo, facendo tacere quelle voci dentro di noi che ci fanno chiudere il cuore. Lasciamo il potere all’Amore che siamo e troveremo il modo più appropriato per la nostra persona di servire la vita. Non dobbiamo voler salvare il mondo ma lasciare che sia l’Amore a farlo dando un piccolo contributo anche attraverso di noi.

L’ego distrugge la vita. Un ego pieno di rabbia è sempre in guerra. Un ego che pensa di possedere la verità è pericolosissimo per tutti. Ma noi non siamo chi abbiamo sempre creduto di essere! Sotto tutta la nostra sofferenza c’è l’infinito Amore, nostra reale identità che aspetta solo di essere vista e lasciata agire.

Se ognuno di noi offrisse ogni giorno almeno un istante di amore alle anime che soffrono…

Se ognuno di noi permettesse al proprio cuore aperto di agire per servire il mondo con tutta la creatività e il talento che possiede…

Se ognuno di noi si fidasse più dell’Amore che di se stesso…

 

Carlotta Brucco

 


 

Presentazione del libro I Cinque Abbracci

 

I Cinque Abbracci Carlotta Brucco

7/08/14
CB6ago

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