L'Abbraccio che Libera

Con questo blog desidero risvegliare la consapevolezza sul potere dell’abbraccio come modalità di difesa nei confronti di se stessi e degli altri. Comprendere come abbracciare teneramente ogni nostra e altrui debolezza, paura, dolore, ogni lato oscuro che vorremmo non avere, ogni evento e situazione difficile, ogni nostro pensiero ed emozione, ci permetterà di realizzare la magia di quella morbidezza necessaria per fluire liberi con la Vita, quella morbidezza indispensabile per riuscire a entrare in quell’eterno presente che è la porta del Regno dei Cieli.

Carlotta Brucco

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61. LEGGE D’ATTRAZIONE

Cosa vuol dire ritrovare nella propria vita ciò che ci corrisponde energeticamente? Ormai tutti parlano di Legge di Attrazione… ma come funziona?

Colgo l’occasione per dare una brutta notizia a chi crede che la vita sia qualcosa che possa eseguire i nostri ordini: non è così, né per la Legge d’Attrazione né per qualunque altra legge! L’ego è il demone della separazione, della sofferenza e non potrà mai essere felice perché per definizione non può esserlo. Forse potrà avere l’illusione che con un’auto nuova sia possibile, forse “vibrerà” per avere quell’auto e magari anche l’avrà… ma la felicità è tutt’altra cosa.

Cerchiamo di capire bene cosa intendiamo per felicità. Se pensiamo sia vedere realizzati tutti i nostri desideri: grandissima illusione… specchio per le allodole! Se cercate di usare la Legge d’Attrazione a tal fine… sarete delusi.

I maestri di saggezza dicono che la felicità sta proprio nel non desiderare e nel prendere consapevolezza della perfezione di qualunque istante siamo chiamati a vivere.

La felicità è il nostro stato naturale e dimora in noi e con noi, a prescindere da qualunque cosa ci capiti. Ma non può essere l’ego a percepirlo poiché la nostra persona non è assolutamente il nostro stato naturale, ma il sogno dal quale dobbiamo svegliarci. Solo prendendo consapevolezza della nostra vera natura, libera e felice, saremo veramente appagati da tutto e, sì, riusciremo anche a creare pienezza e gioia in accordo alla Legge d’Attrazione.

Se desideriamo un/a compagno/a per condividere la nostra vita, dicendo a noi stessi “Lo voglio per amare ed essere amato/a”, che cosa attireremo? Tutto dipende dall’energia del nostro desiderio. Se vibrerà di attaccamento e possesso, se dietro a questo desiderio vivrà l’incapacità di stare in piedi da soli e il bisogno della mamma… che cosa attireremo? Che qualità energetica avrà il nostro desiderare?

Ve lo faccio Vedere: provate a immaginare un persona bisognosa d’affetto, che ha tanta voglia di qualcuno che la ami incondizionatamente e soprattutto che la ami esattamente come vuole lei. Immaginate questa persona che, quindi, non è per nulla appagata dalla vita perché dimora in continuazione nella mancanza di ciò che desidera, in questo caso un partner. Non riesce a passeggiare tra gli alberi scorgendo la bellezza e il pieno appagamento di quel suo momento perché è sempre nel pensiero e nel sentimento della mancanza di un/a compagno/a. Magari pensa: “Che posto magnifico…. Ah come vorrei passeggiare con lui/lei!” Oppure guarda la coppia nella panchina che si bacia e pensa: “Ah, come mi manca qualcuno che mi ama!”.

Come vedete questa persona? Vi piace la sua energia? Vi sentireste bene con lei? La avvicinereste? Vi prendereste la briga di essere il compagno/a ideale di questa persona che, proprio per il fatto di essere ideale, non sarà mai in grado di soddisfare le sue aspettative? E, secondo voi, la Legge d’Attrazione come agirà? Se si dimora nella mancanza, ma superficialmente si pensa di applicare la Legge d’Attrazione credendo di “vibrare” d’amore… cosa si attirerà in realtà? E ora la domanda più difficile: anche se arrivasse il partner dei suoi sogni, sarebbe in grado di vibrare di pienezza anziché di mancanza? O forse la sua energia di mancanza creerà questa volta, nel rapporto con il partner, ancora e ancora mancanza?

Ecco qua dove si cade spesso: la mancanza va colmata prima! Poi va applicata la Legge d’Attrazione ma con la massima infinita umiltà del ricordarsi che tutto è nelle mani di Dio, non nelle nostre. Il potere va tolto all’Io e ridato a Dio… che comunque sa molto meglio di noi come renderci felici, se solo glieLo permettessimo! Se non vi piace la parola Dio, usate Uno, Infinito, Vita, insomma intendo quella Tenera Presenza d’Amore che tutto È.

Dobbiamo fidarci dell’Amore e riconoscerlo in ogni istante della nostra vita, allora saremo in grado di vibrare di amore e creare pienezza meravigliosa in ogni sfera della nostra vita. Siamo Figli di Dio, Principi e Principesse di luce che possono disporre di tutto ma senza possedere niente! Chi afferra, controlla, brama con avidità, perde il regno e diventa mendicante pieno di paura e di rabbia, anche dovesse illudersi di possedere una flotta intera di navi, o i canali tv di un intera nazione, o le più belle donne e i più bei uomini del mondo… solo un mendicante che ha perso il suo regno di libertà e gioia.

E come si fa a vibrare d’amore per attrarre amore? È sufficiente mollare la spada, smettere di combattere, tacere, fare finalmente silenzio un attimo, smettendo di continuare a voler “dire la nostra” a tutti i costi  e, con il cuore umile, fermarsi ad ascoltare quel battito infinito che pulsa in tutto ciò che ci circonda, in tutto ciò che esiste dentro e fuori di noi…. e che ci ama esattamente come ognuno di noi ha sempre desiderato. Allora l’Amore accadrà nella nostra vita, su ogni fronte, e così la pienezza e la gioia.

Se volete veramente essere felici, abbiate più fiducia nell’amore che nella paura. Ora, qui, subito.

 

7/10/13
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2 commenti a “61. LEGGE D’ATTRAZIONE”

  1. Renato

    Bellissimo articolo. grazie. mi ricordi così di affidare i desideri della mia anima al volere di Dio. Che leggerezza!

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  2. zara

    bellissime parole, senz’altro tutto giustisismo ma mi piacerebbe sapere se l’autrice è mai stata a lungo nella condizione di chi ha un desiderio nel cuore e, per qualche motivo che ai nostri occhi umani non appare, non riesce a realizzare. Desideri semplici, ma profondi e naturali, come l’amore appunto o come un figlio che magari non arriva. Ha provato l’autrice, di persona, la sensazione di “discriminazione” e emarginazione determinata dalla prolungata negazione di un proprio desiderio? Si puo provare a fare del proprio meglio per non avere il muso tutto il giorno questo si, si puo riconoscere i tanti altri doni ricevuti questo si, ma un velo di tristezza per un grande desiderio cui la tua anima anela e che non riesce ad afferrare mi sembra un sentimento naturale e rispettabile. non siamo marionette. E questi sentimenti non credo facciano di una persona un essere con una “brutta energia”, definitivamente condannato al perpetrarsi della sventura. piangersi addosso non va bene, ma non sentirsi piu liberi di sperimentare i propri sentimenti per paura di attirare negatività mi lascia un po nel dubbio. saluti

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